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Il cane dopo e durante l'operazione

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FRANCICA – Gaetano, come lo chiama la gente del posto, è un meticcio abbandonato e adottato dal quartiere “Calata” di Francica.

L’agronomo Francesco Maccarone lo ha trovato nei pressi della sua abitazione ferito e sanguinante. Ha cercato di medicarlo, ma il cane è scappato via. Fino al giorno seguente non c’è stato verso di ritrovarlo. Poi l’agronomo è riuscito a riacchiappare il cane e a controllare la ferita, scoprendo ben tre fori sul lato esterno, mentre dal lato interno un’intera porzione di coscia era stata spazzata via da un colpo di fucile, come ha confermato il veterinario Filippo Laria dell’Asl di Vibo Valentia, che con un’ora e mezza di intervento e oltre 25 punti di sutura è riuscito a salvare il cane.

Maccarone ha denunciato il fatto ai Carabinieri. Anche la Protezione Animali si è interessata al caso, ventilando una seconda denuncia contro ignoti. Il fatto di Francica segue quello di ottobre a San Costantino, e quello precedente di agosto a Zungri, senza contare le impiccagioni di cani soprattutto nelle Serre vibonesi.

Uccidere un animale costituisce un vero e proprio reato che prevede la galera da 3 a 18 mesi quando l’uccisione è inutile, ossia non motivata da specifiche ragioni che possono essere, ad esempio, la difesa o lo scopo alimentare.

Inoltre lo scenario di Francica è ancora più inquietante se si pensa che qualcuno si è messo a sparare con un fucile per le vie del paese. Antonio Fiamingo

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