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JOPPOLO (VIBO VALENTIA) – Indagini in corso da parte dei carabinieri della Stazione di Joppolo e della Compagnia di Tropea per far luce sul tentativo omicidiario ai danni di una persona.

Il fatto si è verificato ieri alle 23 a Coccorinello, frazione del comune costiero del Vibonese per motivi ancora in corso di accertamento, ma che si farebbero risalire ad un diverbio tra un congiunto della vittima, poi giunta sul posto a chiarire, e l’autore che poi ha esploso alcuni colpi di arma da fuoco, senza colpire quest’ultima. 

Il fatto ha avuto un prologo quando un giovane ha avuto un diverbio con la moglie dell’autore, nei pressi di un bar. Diverbio acceso ma che non è andato oltre il semplice scontro verbale, tanto che il ragazzo ad un certo punto si è allontanato.

Poco dopo, tuttavia,  è comparso sul luogo il patrigno di quest’ultimo che, con l’intenzione di un incontro chiarificatore, si è messo alla ricerca del marito della donna, non trovandolo.

La circostanza è però arrivata all’orecchio di quasi che, invece, secondo le indagini, ha preso una pistola ed atteso il rivale sotto casa sparandogli, una volta comparso, tre colpi senza tuttavia attingerlo.

Scattato l’allarme, sul luogo, sito  in via Principe Oddone, sono intervenuti i militari dell’Arma che si sono messi alla ricerca del responsabile dell’efferato gesto svolgendo numerose perquisizioni.

La svolta nelle indagini è arrivata nel pomeriggio, quando i carabinieri hanno fatto luce sulla sparatoria. Dalle parole, secondo gli inquirenti, si è passati ai fatti e il 58enne Giacomo Iamundo, già noto alle forze dell’ordine, secondo la ricostruzione dell’accusa, una volta avuta la disponibilità di una pistola 7,65 con matricola abrasa, procuratagli da un complice, il 46enne Roberto Rocco, ha raggiunto a bordo del proprio mezzo l’abitazione del giovane. Alla vista del ragazzo, uscito sul pianerottolo, ha estratto l’arma e sparato tre colpi contro il diciassettenne, senza tuttavia colpirlo, per poi dileguarsi.

L’immediato intervento dei Carabinieri della Compagnia di Tropea, con l’ausilio di quelli della Stazione di Joppolo, con la direzione del pm Eugenia Belmonte, ha consentito di ricostruire l’accaduto ed identificare gli autori, sottoposti a fermo di indiziato di delitto e portati nella casa circondariale di Vibo.

Le perquisizioni operate dai militari coordinati dal capitano Nicola Alimonda hanno anche consentito di recuperare l’arma, trovata in un terreno ancora con l’otturatore aperto. Fondamentale è stata anche la collaborazione di alcuni testimoni e la denuncia circostanziata della vittima e del proprio genitore, «sintomatica – secondo i carabinieri – di una rinnovata fiducia nelle forze di polizia e nella magistratura da parte della popolazione, che comincia a raccogliere l’appello a denunciare e schierarsi nella lotta per affermare la legalità, lanciato con decisione dal procuratore di Vibo Valentia, Camillo Falvo, già all’atto del suo insediamento, avvenuto alla vigilia della storica operazione Rinascita-Scott».

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