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VIBO VALENTIA – Altalenante. Questo il termine più appropriato per descrivere quotidianamente l’andamento dei nuovi casi nel territorio vibonese. Dopo gli sbalzi verso l’alto e verso il basso dei giorni precedenti, in quello di ieri, in base all’esito dei tamponi molecolari, sono stati registrati 41 contagi.

Preoccupa il dato di Nardodipace, piccolo borgo delle Serre di 1.200 abitanti che d’un botto fa registrare ben 14 contagi (più uno già noto). Il Dipartimento di prevenzione sta cercando di capire come si sia sviluppato il focolaio. Gli altri casi ufficiali sono suddivisi: 4 a Drapia e altrettanti a Pizzo; 2 a Dasà e altrettanti a Pizzoni, uno rispettivamente a San Nicola Da Crissa, Sorianello, Soriano, San Gregorio, Francica, Fabrizia, Vena di Ionadi; 3 a testa, poi, a Rombiolo e San Calogero. Uno, infine, a Vibo e ad Acquaro.

E proprio a Vibo, un’infermiera di un reparto dello “Jazzolino” è risultata positiva al Covid, con i locali che sono stati sanificati nella mattinata odierna. C’è da precisare, tuttavia, che il soggetto in questione si trovava già in isolamento dal qualche giorno su disposizione del Dipartimento guidato da Pino Rodolico e Antonio Demonte.

Nel frattempo, sono stati finalmente caricati nel bollettino del dipartimento regionale Tutela della salute, i dati dei tamponi positivi processati nei giorni scorsi in Puglia che fa salire il totale complessivo nel territorio a 529 (di cui 514 in isolamento domiciliare),  cui vanno ad aggiungersi quelli di questa sera (18 novembre).

E nel frattempo, passi in avanti per la realizzazione dell’ospedale da campo. Questo pomeriggio, infatti, si è svolta al Comune una riunione operativa  presieduta dal sindaco Maria Limardo alla quale hanno partecipato i rappresentanti dell’Azienda sanitaria provinciale, la Protezione civile regionale e quella comunale nonché la Croce rossa italiana. L’ospedale da campo, una tensostruttura il cui arrivo è stato anticipato nei giorni scorsi dal governatore della Calabria, dovrebbe sorgere nei pressi del presidio ospedaliero.

 L’area in questione  è stata oggetto nello stesso pomeriggio di un sopralluogo congiunto tra tecnici comunali, sanitari e di protezione civile, mentre l’amministrazione comunale, da  parte sua, dovrebbe provvedere agli allacci delle forniture elettriche ed idriche.

«La struttura, stabilita a livello regionale unitamente alle altre, può rivelarsi un supporto fondamentale considerata l’emergenza sanitaria in corso». Invero «sarebbe auspicabile che fosse utilizzata una delle diverse strutture sanitarie presenti sul territorio provinciale. Tuttavia – ha proseguito il sindaco Limardo – va tenuta presente la compatibilità tra i tempi di “conversione” di una delle stesse strutture con la velocità del virus e i tempi di espansione dell’epidemia. Proprio per approfondire questo aspetto unitamente ad altri non meno importanti quali il reclutamento di personale medico e paramedico a supporto, l’installazione della tensostruttura ospedaliera è oggetto in queste ore di attenta valutazione da parte dell’Azienda sanitaria»

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