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VIBO VALENTIA – Un 84enne di Piscopio, frazione di Vibo Valentia, ricoverato per Covid19 all’ospedale Pugliese-Ciaccio di Catanzaro, è morto dopo 10 giorni di ricovero. E il quarto decesso causato dal coronavirus nella frazione del vibonese, dichiarata “zona rossa” dal presidente facente funzione della Regione Calabria, Nino Spirlì, fino al 23 gennaio. Negli scorsi giorni, infatti, a Piscopio, dove si registrano 350 “positivi”, sono morti altri 3 anziani.

Intanto si sono concluse le operazioni di screening sulla popolazione della scuola dell’obbligo: dallo screening è emerso che solo due bambini risultati positivi su un totale di 3.600, ragione per la quale il sindaco, Maria Limardo, ha disposto la ripresa della didattica in presenza ad eccezione per i ragazzi che frequentano la scuola di Piscopio.

«All’esito dei tamponi effettuati gratuitamente dai due laboratori Salus e Nusdeo-Pacetti – ha commentato stamani il sindaco Maria Limardo – abbiamo consegnato alla città una comunità scolastica praticamente senza positivi. È interesse di tutti, e principalmente dei genitori, che questo stato di cose permanga nel tempo, rispettando tutte le regole stabilite dai vari Dpcm e quelle dettate dal comune buon senso».

Resta alta però la tensione in provincia, come a Cessaniti dove il sindaco Francesco Mazzeo non ha escluso provvedimenti fortemente restrittivi della libertà personale o il ricorso all’esercito.

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