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Il vertice in Prefettura a Vibo Valentia

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VIBO VALENTIA – Il vecchio cronoprogramma che avrebbe visto la fine dei lavori nel 2023 non può più essere rispettato. E così il termine per il completamento della più grande opera sanitaria del territorio, vale a dire il nuovo ospedale di Vibo, viene spostato ancora una volta nel tempo.

I numerosi intoppi – anche di natura giudiziaria oltre che burocratica nonché di competenze su alcuni aspetti, hanno inevitabilmente portato a cancellare quella data senza, tuttavia, fissarne una nuova. Una decisione precauzionale e ponderata, figlia del passato.

Tuttavia, il tavolo istituzionale svoltosi stamani presso la residenza del prefetto Roberta Lulli ha portato qualcosa di buono: l’accelerazione per l’avvio dei lavori al fosso Calzone che sta tenendo in scacco tutta l’opera. Interventi di messa in sicurezza che sarà la Provincia a dover eseguire.

Il vertice ha visto la partecipazione di tutti gli attori interessati, unitamente al procuratore Camillo Falvo, ai vertici delle forze dell’ordine e al sottosegretario al Sud, Dalila Nesci la quale ha affermato che «il tavolo istituzionale convocato dal prefetto Lulli ha affrontato i nodi irrisolti relativi alla realizzazione del nuovo ospedale di Vibo Valentia. Ho voluto partecipare per portare un ulteriore contributo istituzionale e favorire il confronto con i ministeri interessati. Nella riunione sono stati compiuti dei passi in avanti significativi, già domani è prevista una riunione ristretta tra Regione e Provincia e il tavolo sarà riconvocato il primo dicembre. È necessaria la massima cooperazione per sbloccare l’opera e far sì che possa essere consegnata in tempi rapidi alla comunità del vibonese. Dopo anni di stallo è necessario realizzare il nuovo ospedale non solo per garantire ai cittadini di Vibo una struttura ospedaliera adeguata, ma anche per rafforzare tutto il sistema sanitario calabrese».

Due gli aspetti sul quale si è discusso nel corso del vertice: da un lato il progetto definitivo con il relativo riequilibrio del piano economico-finanziario e la messa in sicurezza della parte terminale del Fosso Calzone. Sul primo si attende solo il parere del Ministero della Sanità e manca praticamente solo una firma per il disco verde. Successivamente verrà varato il progetto esecutivo per il quale vi sono dei tempi tecnici prestabiliti. Sull’altro c’è l’impegno della Provincia per definire i lavori di messa in sicurezza del fosso Calzone, necessari per procedere alla realizzazione dell’opera.

«Sono state poste al tavolo tante questioni – ha detto il prefetto Lulli – che verranno sviscerate e approfondite. Il sottosegretario ci darà l’ausilio anche di interlocuzione con gli organi governativi a Roma, presso il Ministero della Salute».

Sul cronoprogramma e la data di possibile conclusione dei lavori nessuno si è sbilanciato: «Quest’opera – ha precisato il prefetto – ha trovato degli ostacoli anche procedurali di tipo finanziario e fino a quando le cose non si allineano non sarà possibile dare un cronoprogramma di esecuzione».

Il tavolo è stato quindi aggiornato al prossimo 1 dicembre per un nuovo punto della situazione.  

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