X
<
>

Un impianto fotovoltaico

4 minuti per la lettura

Federcaccia Vibo scende in campo a spada tratta per contrastare il progetto di realizzazione di un grande impianto fotovoltaico in zona “Scrisi” di Maierato. Il problema coinvolge in maniera particolare chi vive quotidianamente il territorio: agricoltori, allevatori, escursionisti, cacciatori, amministratori locali e cittadini


VIBO VALENTIA – «LA natura non è un ostacolo alla transizione energetica: è la ragione per cui la transizione deve essere fatta bene. Non chiamiamolo progresso se, per produrre energia pulita, impoveriamo la natura che vogliamo salvare»; Federcaccia Vibo scende in campo a spada tratta per contrastare il progetto di realizzazione di un grande impianto fotovoltaico in zona “Scrisi” di Maierato. Non viene contestato, naturalmente, il progetto in sé bensì l’ubicazione per motivi che il presidente provinciale Riccardo Colistra illustra in maniera analitica. Il problema, dice, riguarda tutti ma coinvolge in maniera particolare chi vive quotidianamente il territorio: agricoltori, allevatori, escursionisti, cacciatori, amministratori locali e cittadini.

FEDERCACCIA: «PARTITE LETTERE DI DISDETTA DEI CONTRATTI D’AFFITTO DEI TERRENI AGRICOLI»

Federcaccia, chiarisce, non è mai stata contraria alle energie rinnovabili, ma quanto sta avvenendo nella Piana degli Scrisi deve destare l’allarme di tutti: sindaci, amministrazioni, agricoltori, associazioni agricole e cacciatori. «In questi giorni – rivela Colistra – sono partite le lettere di disdetta dei contratti d’affitto dei terreni agricoli coltivati da decine di famiglie del posto, lo scopo è quello di far sorgere un mega impianto fotovoltaico di oltre 85 ettari che stravolgerebbe oltre che la vita di tante famiglie, l’assetto idrogeologico, ambientale e paesaggistico del territorio. Con gravi danni anche per la fauna stanziale e per quella migratoria». Il progetto, aggiunge, arriva proprio ora che è stato riconosciuto il grano antico “Rosia”, iscritto nell’albo regionale della biodiversità come specie da tutelare e mantenere integro geneticamente.

CONDIVISO L’ALLARME DI COLDIRETTI VIBO E ASSOCIAZIONE CONTADINI

Questo risultato «dovrebbe ora essere seppellito dalla costruzione di questo megaimpianto» fotovoltaico e, secondo Federcaccia Vibo, l’allarme del presidente dell’Associazione contadini di Maierato Vincenzo Giffo e della Coldiretti Giuseppe Porcelli «non può lasciarci indifferenti». Colistra critica i vari altri impianti fotovoltaici realizzati nel Vibonese, tutti sorti in zone pianeggianti e di elevato interesse agricolo, «con buona pace per la biodiversità, la difesa del paesaggio e della cultura rurale. Al riguardo Nicola Rombolà, responsabile territoriale di Italia Nostra, ha denunciato lo stravolgimento dei terreni agricoli che sta avvenendo su Monte Poro, richiamando la tutela costituzionale del paesaggio e affermando senza mezzi termini che si continua a sfruttare, a colonizzare, a corrompere, a inquinare, alimentando gli appetiti della criminalità, e favorendo i nuovi padroni».

FEDERCACCIA: «LA PRODUZIONE DI ENERGIA PULITA AVVIENE SACRIFICANDO IL TERRITORIO»

Naturalmente, chiarisce il presidente Federcaccia, non è in discussione la necessità di ridurre le emissioni climalteranti, diminuendo la dipendenza dai combustibili fossili. Ma non si può accettare che la produzione di energia pulita avvenga sacrificando il territorio, la fauna e il paesaggio che costituiscono la nostra identità. Il territorio vibonese ospita habitat di straordinario valore ecologico, popolazioni di fauna selvatica, corridoi migratori e una biodiversità che rappresenta una ricchezza non soltanto ambientale, ma anche economica e culturale. «Per questo desta preoccupazione l’ipotesi di una diffusione indiscriminata di grandi impianti fotovoltaici ed eolici senza una preventiva e rigorosa pianificazione territoriale. Perché – sottolinea ancora – le campagne non sono aree vuote in attesa di essere occupate».

«UN FOTOVOLTAICO ENORME MODIFICA RADICALMENTE IL PAESAGGIO»

La realizzazione di grandi impianti, avverte Federcaccia, può determinare consumo di suolo, alterazione degli ecosistemi e frammentazione degli habitat naturali. Per molte specie animali, avifauna compresa, questo significa interrompere i corridoi ecologici utilizzati per alimentarsi, riprodursi e spostarsi, isolare le popolazioni faunistiche, ridurne la resilienza e compromettere quell’equilibrio ecologico che garantisce la ricchezza della biodiversità: «Grandi estensioni di impianti fotovoltaici realizzati direttamente su suolo agricolo modificano il paesaggio, alterano il microclima locale e riducono la disponibilità di habitat per molte specie».

COLISTRA PROPONE L’ALTERNATIVA: «UTILIZZARE SUPERFICI GIà COMPROMESSE»

Quale l’alternativa, allora? Semplice: esistono migliaia di ettari di superfici già compromesse che attendono di essere recuperate: tetti di capannoni industriali e agricoli, aree industriali dismesse, cave abbandonate, parcheggi, infrastrutture pubbliche. È su questi spazi che dovrebbe concentrarsi prioritariamente lo sviluppo del fotovoltaico, evitando di consumare nuovo suolo agricolo o naturale. La transizione energetica, insomma, non può diventare una nuova forma di consumo del territorio: «Noi cacciatori viviamo il territorio dodici mesi all’anno, collaboriamo ai censimenti faunistici, partecipiamo agli interventi di miglioramento ambientale, monitoriamo gli habitat e conosciamo profondamente le dinamiche della fauna selvatica. Ecco perché dovremmo essere ascoltati nelle scelte che riguardano il futuro del territorio. Come Federcaccia non chiediamo di rallentare il cambiamento, chiediamo che esso sia governato con competenza, programmazione e buon senso».

«LA SOSTENIBILITà NON è SOLO RIDUZIONE DI EMISSIONI DI CO₂»

La sostenibilità non può essere ridotta alla sola riduzione delle emissioni di CO₂: «Essa comprende la tutela del paesaggio, la conservazione della biodiversità, la difesa del suolo agricolo, la protezione della fauna selvatica e il rispetto delle comunità che vivono e custodiscono il territorio. Solo così – conclude il presidente Colistra – potremo consegnare alle future generazioni una Calabria capace di produrre energia pulita senza rinunciare alla propria anima».

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA

SFOGLIA