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Il cartello di divieto apposto all'imbocco della strada

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VIBO VALENTIA – E dire che all’inaugurazione erano presenti un senatore, un consigliere regionale, il sindaco, un assessore comunale e il presidente del consorzio di Bonifica.

Di fatto una cerimonia in pompa magna per una strada di fatto pericolosa che, sì, consente di abbattere i tempi di percorrenza tra il capoluogo e le frazioni marine, ma che cela non poche insidie per gli automobilisti.

Stiamo parlando dell’arteria viaria realizzata dal Consorzio per un ammontare di 200mila euro che adesso, a seguito di diversi incidenti e di denunce presentate al corpo di polizia municipale è stata interdetta al transito ad eccezione dei residenti.

Insomma, quella che avrebbe dovuto essere una via di comunicazione – pur con le dovute proporzioni – tra monte e valle, finirà per essere utilizzata soltanto dalle persone che vivono lungo il tracciato di una mezza dozzina di km.

D’altronde, se da un lato si è sempre precisato che si tratta di una strada interpoderale comunale (mirata all’irrigazione dei terreni, con una condotta irrigua che dalla fontana Canali serve i 70 ettari di terreni agricoli circostanti), dall’altro non era certo difficile immaginare che il traffico sarebbe stato intenso, ed infatti a testimoniarlo i diversi sinistri che si sono verificati fin dall’apertura della stessa.

Ad apporre la segnaletica che inibisce al transito chi non risulta residente nella zona è stato il 14 agosto scorso il personale della Polizia Municipale su impulso del comandante Michele Bruzzese che – a questo punto è più che lecito pensarlo – ha ritenuto pericoloso il tragitto che, almeno nella parte iniziale, presenta una pendenza particolarmente ripida, mentre nel prosieguo annovera una serie di strettoie che non consentono il doppio senso di marcia.

Carente, inoltre, la segnaletica sia orizzontale che verticale. Da qui la decisione di far apporre al personale i cartelli in entrambi gli imbocchi. Se poi quella parte di popolazione non si atterrà alle disposizioni si ritroverà inevitabilmente a dover pagare la sanzione.

La conferenza di inaugurazione. E riecheggiano ancora le parole pronunciate dai presenti in conferenza stampa l’8 luglio scorso: «Un’opera che consentirà di arrivare a Porto Salvo in soli cinque minuti. Una svolta per molti cittadini»; e ancora: «Questa connessione veloce con Vibo Marina e la Costa degli Dei ci consentirà di attrarre maggiori flussi turistici anche nell’ambito di Vibo Capitale del libro»; oppure «Una arteria importantissima che in pochi minuti permetterà di raggiungere i centri costieri. Questa strada realizzata dal Consorzio di bonifica è finalizzata a valorizzare la zona».

Alla fine, come visto, nulla di tutto questo. Ma, obiettivamente, non ci voleva poi molto a capirlo. 

Le reazioni. «Soltanto fumo, fumo, fumo». È il commento caustico di Francesco Colelli, segretario cittadino del Pd, che già a suo tempo era intervenuto sull’apertura della strada interpoderale, avendo anche un botta e risposta col presidente del Consorzio di Bonifica, Domenico Piccione, i quale aveva precisato che si trattava di una strada che non poteva sostenere un traffico veicolare normale. Colelli a suo tempo – e non era stato l’unico – aveva sostenuto la pericolosità dell’arteria e adesso torna sulla questione: «Dopo la presentazione in pompa magna con sindaco, onorevoli, assessori regionali, dopo aver annunciato “la strada che in 5 minuti porterà a mare, dopo che, il sottoscritto, aveva fatto notare che, nonostante i proclami, quella non poteva essere più di una strada interpoderale, tra le altre cose molto pericolosa e dopo che, sempre il sottoscritto, è stato insultato su post e giornali dai “supporters” dell’amministrazione, dandomi dell’ignorante e del disfattista, adesso, in silenzio, a telecamere spente, si è deciso di vietare il transito ai non residenti. L’ennesimo slogan dell’amministrazione Limardo, e di chi la sostiene, che ha tentato di far passare una cosa per ciò che non è».

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