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Il progetto del nuovo ospedale di Vibo Valentia

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VIBO VALENTIA «L’ultimazione dei lavori e l’installazione delle apparecchiature e degli arredi è prevista entro il mese di maggio 2023, l’entrata in esercizio della struttura è prevista per il mese di settembre successivo». L’occhio cade inevitabilmente sulle due date. Sì, perché da cronoprogramma bisognerà attendere ancora quasi tre anni e mezzo – salvo ovviamente ulteriori imprevisti, come se non ce ne fossero già stati tanti – prima di poter veder funzionare il nuovo presidio ospedaliero.

Il termine arriva direttamente dalla Regione Calabria, precisamente dal dipartimento della Salute, e fa seguito ad una recentissima interrogazione presentata dai consiglieri a palazzo Campanella, Carlo Guccione, Nicola Irto, Libero Notarangelo, Luigi Tassone e Domenico Bevacqua avente ad oggetto la situazione dei tre nuovi ospedali calabresi (oltre Vibo quelli della Sibaritide e della Piana di Gioia Tauro).

E per quanto concerne il presidio che sorgerà in località Cocari, nel capoluogo di provincia, dotato di 339 posti letto, si fa riferimento proprio al settembre del 2023 come entrata in servizio. Lo Jazzolino, pertanto, dovrà continuare ad operare per tutto questo lasso di tempo. Nella risposta firmata dal dirigente Pasquale Gidaro e dal direttore generale Domenico Pallaria, si fa menzione delle opere complementari relative alla sistemazione idrogeologica del Fosso Calzone che sono al decimo stato di avanzamento (80% dell’importo lavori) e di sistemazione della viabilità d’accesso (4 Sal – 30% importo lavori) che sono riprese lo scorso 14 maggio dopo la sospensione di oltre 2 mesi per emergenza Covid.

«L’intervento principale di realizzazione del nuovo ospedale è in fase di progettazione definitiva – spiegano dalla Regione – Alcuni elaborati del progetto dell’intervento, da rivedere sulla base delle richieste di modifiche ed integrazioni da pane del verificatore “Rina Check”», sono stati consegnati dal concessionario la scorsa settimana per la verifica finale; «al momento, si stanno approfondendo gli aspetti tecnici ed economici connessi alla necessita di apportare alcune variazioni al progetto dell’opera. per effetto delle analisi di caratterizzazione ambientale dell’area ospedaliera che hanno escluso la necessita di interventi di bonifica ma hanno comportato la necessità di mantenere nell’area ospedaliera i terreni di scavo con modifica della tipologia fondazionale. nonché per effetto delle prescrizioni imposte da Autorità di Bacino Regionale. Nucleo Via e Vigili del fuoco».

Sempre nella risposta dei due dirigenti, viene evidenziato come le varianti progettuali, rispetto al progetto preliminare approvato, che verranno finanziate a valere su risorse Fsc, «già rese disponibili», siano inerenti ad una serie di motivazioni: Varianti normative, intervenute dopo la stipula del contratto, inerenti gli impianti (elettrico, fotovoltaico. ascensori e altro); Pali di fondazione; Raccolta e smaltimento acque zenitali e sistema drenante dei parcheggi: reparto Malattie Infettive: realizzazione del Centro gestione emergenze; predisposizione dell’implementa/ione dei Sistemi informativi e della realizzazione del locale del Centro di elaborazione dati; protezione dalla legionella sugli impianti di climatizzazione. miglioramento proprietà meccaniche terreno di riporto: vie di esodo verticale aggiuntive: piano di monitoraggio e controllo e infine varianti distributive dell’edificio.

Tenuto, quindi, conto della significatività delle varianti, tanto in termini tecnici che economici, la Regione Calabria ha «richiesto al concessionario approfondimenti progettuali su ciascuna di esse, al fine di limitarne l’impatto sul progetto agli aspetti di assoluta indispensabilità, attestando le scelte progettuali sul livello minimo di costo, sempre nel rispetto delle prescrizioni normative cogenti».

Pertanto, viene reso noto che si valuterà la possibilità di richiedere alla ditta incaricata dell’opera di sviluppare un progetto esecutivo stralcio di lavori prioritari relativi alla cantierizzazione ed alle sistemazioni esterne. «Da cronoprogramma contrattuale aggiornato – le conclusioni dei dirigenti Gidaro e Pallaria – l’ultimazione dei lavori e l’installazione delle apparecchiature e degli arredi e prevista entro il mese di maggio 2023. l’entrata in esercizio della struttura è prevista per il mese di settembre 2023».

Insomma, ci sarà da aspettare ancora un bel po’.

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