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Corso Vittorio Emanuele a Vibo Valentia

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Non ha tardato la replica dei commercianti vibonesi al duro atto d’accusa della dottoressa Marianna Rodolico (LEGGI) circa la ripresa delle attività commerciali a Vibo Valentia.

A prendere posizione è Michele Catania commerciante e presidente dell’Ascom (Associazione commercianti) VV che rivolgendosi direttamente al medico dell’ospedale Jazzolino precisa: «Il mio non vuole essere un post di polemica, ma mi pare doveroso fare un po’ di chiarezza su quanto accaduto e scritto. La riapertura è stata disposta dal Ministero della Salute e non dal Sindaco, è avvenuta in piena sicurezza e così dovrà essere anche in futuro perché resta ferma la volontà di evitare una terza ondata PRIMA DI OGNI COSA per il bene delle nostre famiglie e dei nostri figli e poi ,secondariamente, per restituire un po’ di serenità ai titolari delle attività commerciali di Vibo».

Catania, poi, aggiunge come «mi pare sia del tutto evidente il senso di responsabilità dimostrato dai colleghi e da tutta la categoria durante tutto il periodo di emergenza sanitaria, vorrei solo ricordare che dietro ogni insegna ci sono famiglie che vivono di lavoro autonomo, pagano le tasse, i canoni di locazione, gli stipendi, le bollette e questo anche quando le attività sono chiuse per decreto. Vorrei anche sottolineare che non parlo di speculatori finanziari o di imprenditori senza scrupoli, ma di commercianti che devono inventarsi uno stipendio ogni mese».

L’imprenditore poi aggiunge che «il “megafono”, come lei lo definisce, ha semplicemente informato i cittadini della riapertura e ha chiesto loro di fare i regali nei negozi locali, perché, credo lei lo sappia già, il mondo non ha finito di fare acquisti, ma semplicemente li fa utilizzando altri canali che rubano ricchezza ai territori abbandonati come il nostro. Sarebbe facile per me dire in questo momento, che forse molte degli stipendi che lo Stato riesce ancora a garantire, sono frutto anche delle tasse che i piccoli commercianti pagano, ma preferisco invece chiedere il suo aiuto di medico per gridare al Governo e al commissario alla sanità che abbiamo subito la zona rossa in primis per carenze strutturali sanitarie e non certo perché i ristoranti o i bar hanno scatenato i contagi».

In conclusione Catania rimarca: «Meritiamo rispetto e se proprio deve prendersela con qualcuno dovrebbe sentire l’ordine dei medici per costruire una forma di protesta costruttiva e professionale e soprattutto farsi spiegare come mai avete scoperto a Novembre che la causa dei contagi a Vibo sono i commercianti ed il megafono del Sig. Ferrise».

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