Matteo Salvini con i carabinieri di Vibo

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VIBO VALENTIA – Il ringraziamento alle forze dell’ordine e al procuratore Nicola Gratteri per la lotta alla ‘ndrangheta, ma anche i temi della politica con gli equilibri interni al centrodestra nella nomina della Giunta regionale che dovrebbe arrivare la prossima settimana. Matteo Salvini è tornato in Calabria dopo il voto del 26 gennaio scorso ed ha scelto di tenere la sua prima tappa a Vibo Valentia, dove ha incontrato i vertici dell’Arma dei Carabinieri che hanno seguito l’operazione Rinascia Scott che ha portato in carcere oltre trecento persone ritenute legate alla ‘ndrangheta e alla massoneria deviata.

«Sono qui per il ringraziamento dei calabresi e degli italiani tutti – ha detto Salvini – per avere ripulito questa splendida terra. In una notte alle porte del Natale abbiamo messo in carcere oltre trecento delinquenti, è il migliore incoraggiamento per la gente perbene. Ci tenevo a ringraziare l’Arma a nome di tutti gli italiani». Sul tema della lotta alla ‘ndrangheta, Salvini ha sottolineato l’importanza del sequestro dei beni: «“Da ministro ho raddoppiato la potenza dell’Agenzia per i beni confiscati alle mafie, per questo mi piacerebbe che quelli che parlano di cancellazione dei decreti sicurezza li leggessero, perché, al di là del tema dell’immigrazione – ha spiegato – hanno raddoppiato gli uomini, i mezzi le sedi e i poteri dell’Agenzia dei beni confiscati a mafia, camorra e ‘ndrangheta perché questa gente bada solo al portafoglio quindi bisogna sconfiggerla aggredendo il loro portafoglio». Rispetto al ruolo della politica nella lotta alle massomafie, il leader della Lega ha aggiunto: «Deve dire di no quando va detto, tagliando un po’ di burocrazia dove si annida la corruzione». Quindi, ha sottolineato la risposta dei calabresi all’operazione: «La cosa più bella è stata la reazione della città con migliaia di persone che sono venute qui per ringraziare, vuol dire che la Calabria è terra sana».

TAPPA A REGGIO: VISITA AI BRONZI E ATTACCO AI MAGISTRATI CHE LO INDAGANO

Il leader della Lega ha difeso senza mezzi termini il lavoro del procuratore Gratteri, respingendo i collegamenti con le testate giornalistiche nazionali che hanno criticato l’operato del magistrato, ma anche le frasi molto forti di Vittorio Sgarbi: «Ringrazio e ringrazierò sempre Gratteri e tutti gli uomini della giustizia. Siamo qui per rendere omaggio a chi è dedicato tre anni della propria vita, rischiandola, per ripulire questa parte di Calabria».

Gli equilibri per la Regione

Matteo Salvini ha risposto alle domande dei giornalisti anche rispetto alle ultime elezioni regionali e ai prossimi impegni, partendo dalla nomina della Giunta. Il leader del Carroccio non ha dato risposte certe sulla possibile richiesta della vicepresidenza della Giunta e di un assessorato, affermando: «Non abbiamo ancora parlato e non ci sono gli eletti definitivi. L’ho detto che occuparci di agricoltura, pesca e turismo per noi sarebbe un orgoglio perché lo facciamo ovunque governiamo. Agricoltura, pesca e turismo per la Calabria potrebbero essere l’oro, il petrolio di questa terra se ben gestiti e ben curati. Adesso si tratta di fare partire una giunta di uomini e donne “tosti”, puntando soprattutto sul lavoro che è quello che chiedono i calabresi». Rispetto ai dubbi sul risultato della Lega alle regionali calabresi, Salvini ha replicato: «Eravamo zero ed ora siamo in quattro, vorrei essere ridimensionato tutte le volte quadruplicando la mia presenza». Infine, rispetto al commissariamento della Lega in Calabria, ha spiegato che «durerà fin quando deve durare».

Affondo contro Sardine e Di Maio

Battute al vetriolo sono state poi dedicate da Salvini sia alle Sardine, impegnate a Napoli con una manifestazione, che a Luigi Di Maio: «Le Sardine sono ormai impegnate a fare le foto con Benetton e con Oliviero Toscani, quindi non voglio disturbarle dai loro gravosi impegni. Li lascio con loro e io preferisco andare a Vibo Valentia e Reggio Calabria». Quindi, la scelta di Di Maio e dei 5 Stelle di scendere in piazza: «E’ bizzarro che un partito al governo scenda in piazza contro il governo, ma ormai le abbiamo viste tutte».

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