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Franco Bevilacqua

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VIBO VALENTIA – UN nuovo movimento politico-culturale che si colloca, sia pure in maniera critica, nell’area di centrodestra e che parte dalla Calabria ma ha l’ambizione di radicarsi anche nelle altre regioni del sud. Parliamo di “Mediterraneo è Calabria”, che l’ex senatore vibonese Franco Bevilacqua insieme ad altri amici (alcuni ex sindaci, qualche ex consigliere regionale ed ex parlamentare) si appresta a lanciare nell’agone politico meridionale.

La presentazione ufficiale è in programma a Vibo per fine ottobre, l’intento è quello di scendere in campo già a fine dicembre, in occasione delle elezioni provinciali di metà mandato. Si parte dunque dall’ambito regionale per poi, consensi permettendo, allargarsi alle altre regioni meridionali che si affacciano sul Mediterraneo Bevilacqua è stato sempre un coerente militante di destra che, partendo dal Msi di Almirante è via via transitato in An, Pdl, Forza Italia e FdI.

L’ex senatore confessa: «Le nostre idee sono sempre le stesse, il nostro mondo rimane quello di centrodestra. Solo che non ci riconosciamo più nei partiti che vorrebbero rappresentarlo. Io e tanti come me non ci possiamo riconoscere nella Lega, siamo delusi da Fi e non ci soddisfa FdI che di recente ha avuto con Giorgia Meloni un’involuzione che non riesco a spiegarmi. Insomma, da questa parte c’è uno spazio politico che attende rappresentanza, ed è questa la nostra ambizione. Vogliamo aggiungere qualcosa al mondo del centrodestra.

Anche se per me centrodestra e centrosinistra sono concetti ormai superati, contano i valori che si perseguono e si praticano». Per Bevilacqua le principali idee forza di “Mediterraneo è Calabria” sono «in primis, provare a ridare dignità alla Calabria e al sud, assuefatti ad un assistenzialismo che ha finito per causare un disagio sociale che nessuna classe politica ha provato poi a rimuovere. Assistenzialismo che l’attuale reddito di cittadinanza ha finito per aumentare: i percettori avrebbero dovuto lavorare ma non ne conosco nemmeno uno che lo stia facendo».

A suo avviso serve invece sviluppo vero, infrastrutture utili, lotta seria alla criminalità organizzata. «Al riguardo, dobbiamo essere tutti grati al procuratore Gratteri che sta indicando a tutti noi calabresi una possibile via di uscita».

Se gli si chiede cosa si aspettino, lui e i suoi amici, in termini di consensi la risposta è pronta, quanto scontata: «Ah, difficile dirlo. Per adesso pensiamo a costruire. Noi seminiamo, se saremo credibili i consensi arriveranno». Sul referendum Bevilacqua non ha dubbi, voterà no. «La politica costa troppo, d’accordo, ma non si risparmia tagliando i parlamentari perché senza una seria riforma elettorale i territori più deboli rischiano di restare senza rappresentanza. Non si taglia la democrazia, i costi si abbassano in altro modo. Un esempio? Aboliamo le regioni, pozzi di spese senza fondo o riduciamole a tre o quattro macro aree. In quel caso – conclude – il risparmio ci sarebbe, eccome!».

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