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Il sindaco Maria Limardo

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VIBO VALENTIA – Un aumento notevole delle indennità per sindaco, giunta e presidente del consiglio, che di certo non è passato inosservato. Tutto a norma di legge, per carità, ma quanto scritto nella determina dirigenziale firmata da Domenico Libero Scuglia ha creato non pochi malumori fra la cittadinanza, soprattutto in un periodo di forte crisi che rischia di sconvolgere ulteriormente la vita delle famiglie.

Con il documento in questione, dunque, è stato stabilito «di prendere atto ed applicare progressivamente quanto previsto dai commi 583 a 587 della Legge di Bilancio n. 234 del 30.12.2021 così come in premessa richiamati ed in relazione alla classe demografica del Comune (con popolazione da 50.001 a 100.000 e capoluoghi di provincia fino a 50.000 abitanti)»; per effetto di ciò «le indennità di funzioni vengono ad essere rideterminate per il 2022 al lordo dei contributi e delle ritenute erariali previste per legge».

E così lo stipendio del sindaco passa da 3.718,49 euro a 6.392,17 euro, mentre quello del vicesindaco lievita a 4.794,13 euro; quello degli assessori e del presidente del consiglio comunale, invece, a 3.835,30 euro.

Con questa determina, inoltre, si è dato atto «che l’aumento delle indennità ai sindaci ridetermina anche il compenso massimo mensile percepibile dai consiglieri comunali, secondo quanto disposto dall’articolo 82 comma 2 del Testo unico degli enti locali».

Insomma, è pur vero che quanto stabilito è legittimo, ma tutto ciò ha scatenato la reazione di molti cittadini e utenti dei social network, i quali hanno preso di mira gli inquilini di Palazzo Luigi Razza e non hanno risparmiato insulti e critiche agli attuali amministratori della città. Gli scranni della sala consiliare, soprattutto quelli alle spalle del sindaco Maria Limardo, saranno più appetibili, soprattutto ora che si parla di un rimpasto fra gli assessori. Ed in futuro se ne vedranno delle belle anche fra i candidati consiglieri comunali, visto lo “stimolo” in più.

Facile scadere nel qualunquismo, ma è bene ancora una volta sottolineare il periodo storico che l’intero Paese sta attraversando. Non è finita qui, perché nel 2024, quando gli effetti della pandemia saranno ancora percepibili, potrebbe esserci un ulteriore aumento delle indennità. Tutto questo mentre la crisi economica colpisce anche l’Ente, tra casse vuote e carenza di personale che impediscono una puntuale erogazione dei servizi.

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