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Il Comune di Vibo Valentia

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VIBO VALENTIA – Il 2020 sta per concludere. Un anno difficile, visto l’incubo Coronavirus e le sue conseguenze soprattutto economiche che hanno colpito molti cittadini. Ed allora perché non terminare questo terribile anno in bellezza?

Secondo quanto riferito ieri in consiglio comunale dall’assessore al Bilancio, Maria Teresa Nardo, che ha relazionato su un ordine del giorno sul Piano economico finanziario in materia di gestione rifiuti, l’anno prossimo ci sarà un aumento di più del 20% della Tari. Una (ulteriore) vera mazzata per i vibonesi, che vedranno in bolletta un considerevole aumento della tariffa.

Questa notizia ha gettato nell’imbarazzo (letteralmente) anche i consiglieri di maggioranza, come vedremo più avanti. Nel frattempo, però, è bene sottolineare che la pratica è stata approvata con 20 voti favorevoli e solo uno contrario.

«Si approva la realizzazione di un Piano economico finanziario relativo alla gestione dei rifiuti, adeguandolo alla nuova normativa predisposta dalla Arera, un organo che regola le tariffe anche dell’idrico, tant’è che siamo anche stati sanzionati. – ha detto l’assessore Nardo – Ci saranno effetti sulle tariffe del 2021, 2022 e 2023. Per il 2020, invece, abbiamo praticato le tariffe applicate nel 2019, ma è bene sapere che con l’anno nuovo ci sarà un nuovo calcolo; qualora non dovesse essere applicato si rischiano sanzioni. Ciò porta ad un incremento notevole dei costi, vuoi per la nuova gara, vuoi per la nuova tariffazione: sarà superiore al 20%, questo è il carattere dell’aumento».

Insomma, l’assessore al Bilancio, che sta provando coraggiosamente a mettere in sesto i conti di Palazzo Luigi Razza, non ha potuto far altro che ammettere candidamente l’incremento della tassa sui rifiuti per i cittadini vibonesi. Verrebbe da chiedersi, inoltre, che fine abbia fatto l’opposizione dato che nessuno, a parte la consigliera Loredana Pilegi, ha invocato l’istituzione di premialità per chi rispetta virtuosamente la raccolta differenziata e multe salate per chi abbandona rifiuti e deturpa il territorio.

C’è poco da fare: l’utenza finale può solo assistere inerme all’ennesimo aumento della tassa. Il pensiero va non solo alle famiglie, ma anche a tutte quelle attività commerciali già provate dalla crisi economica provocata dalla pandemia.

All’inizio dell’articolo abbiamo parlato di imbarazzo. Non è una parola proferita da chicchessia, ma da un consigliere comunale di maggioranza.

«L’effetto che crea quanto appena affermato è un senso di imbarazzo, ma non per la relazione impeccabile dell’assessore, quanto per l’incremento del 20% sulla Tari. Tutto questo graverà sui cittadini. Come membro della maggioranza mi impegnerò affinché vengano individuati gli strumenti da adottare per calmierare le tariffe. Inoltre appare necessario accelerare più che mai il processo di definizione dell’Ato, che porterà dei vantaggi anche su questo fronte», ha dichiarato Nico Console del gruppo “Per Vibo, con Vibo”, espressione dell’Udc.

Preoccupazioni sono state espresse anche da una sua collega, Katia Franzè di Forza Italia, che si è trovata d’accordo su quanto detto.

Nel corso della seduta del consiglio comunale di ieri mattina, la professoressa Nardo ha poi relazionato su alcune variazioni di bilancio in entrata ed uscita, anch’esse approvate dall’aula con ampio margine. Impossibile, però, non concentrarsi su quel 20% in più sulla bolletta nel 2021.

Un 2021 che si prospetta ancora più complicato per i cittadini vibonesi.

Questi ultimi dovranno sborsare più soldi per ottenere un servizio che molte volte è andato in tilt, vuoi per il mancato rispetto del capitolato da parte della ditta incaricata, vuoi per il blocco degli impianti. Un aumento giustificato dal solo adeguamento in virtù di una nuova normativa, mentre il servizio continua ad essere a malapena sufficiente a detta proprio dei cittadini, che quotidianamente segnalano anomalie.

È tutto da Palazzo Razza? Si spera…

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