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Il progetto della nuova piazza Martiri d'Ungheria

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VIBO VALENTIA – «Una occasione straordinaria». Queste le parole con le quali il sindaco Maria Limardo ha commentato il progetto di riqualificazione di piazza Martiri d’Ungheria (meglio conosciuta come Piazza Municipio) svelato ieri mattina nel corso dell’apposita conferenza stampa a palazzo Gagliardi. Un luogo che «rappresenterà rappresenterà la città nella sua proiezione futura –  ha aggiunto il primo cittadino – proiettando la stessa al centro della provincia ed in grado di promuoversi e rigenerarsi accompagnando il fattore della ripresa economica».

Conferenza stampa a cui hanno preso parte il senatore Giuseppe Mangialavori, l’assessore ai Lavori Pubblici Giovanni Russo, i componenti la commissione giudicatrice, i presidenti degli ordini professionali del territorio (Fabio Foti per gli architetti e Salvatore Artusa per gli ingegneri) e i progettisti che hanno redatto l’elaborato.

Chi ha vinto. Il progetto vincente, che ha prevalso su 21 proposte, è stato redatto dal gruppo di lavoro guidato dall’architetto Raffaele Sarubbo, con studio a Lisbona (ma una sede anche a Roma), con componenti l’architetto Sara Maduro, l’ingegnere Luca Covello, il geometra Natale Gallo e l’archeologo vibonese Manuel Zinnà. La qualità dell’elaborato ha convinto i membri della commissione giudicatrice composta dal dirigente del settore Lavori pubblici del Comune, Domenico Scuglia (presidente),
in qualità di rappresentante della Stazione appaltante, e dall’architetto vibonese Luigi Tommaso Achille, (rappresentante designato dall’Ordine degli architetti di Vibo Valentia), dai colleghi Alfonso Femia (visiting professor alla Kent State University di Firenze e alle Facoltà di Architettura di Ferrara e di Genova), Giovanni Multari (docente presso il Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Napoli Federico II) e Michelangelo Pugliese (dottore di ricerca in “Architettura del Paesaggio”, docente a contratto dell’Università di Napoli Federico II).

Enorme anche il lavoro svolto dai funzionari del settore lavori pubblici di palazzo Razza, Lorena Callisti e Vincenzo Maccarone i quali, vista la carenza di personale, hanno compiuto quasi un miracolo. Rispetto alle dichiarazioni iniziali, il muro della scuola
Don Bosco non verrà abbattuto. Il finanziamento da un milione di euro (cui aggiungere uno ulteriore per Vibo Marina) è frutto di un emendamento presentato a fine 2020 dal senatore di FI, Giuseppe Mangialavori.

Le peculiarità. La parte centrale si configura come il fulcro della vitalità della nuova piazza Martiri d’Ungheria. L’utilizzo della
pavimentazione in cubi in basalto di piccola dimensione, in contrapposizione con le lastre usate per le aree adiacenti, definisce in modo chiaro la forma dello spazio, che viene rafforzata dall’elemento di drenaggio realizzato con travertino siciliano. Vari sono gli elementi in grado di favorire una piacevole sosta e dinamizzare lo spazio pubblico: l’ombra delle nuove alberature piantate in un’area permeabile pavimentata in calcestre, le sedute/cordolo, e la panca entrambe in travertino siciliano, ed infine i vaporizzatori e lo specchio d’acqua che dinamizzano lo spazio e contribuiscono alla riduzione della temperatura. Il cambio della stereotomia della pietra lavica in corrispondenza dell’inizio di corso Vittorio Emanuele III, segna uno spazio che si configura come Porta del nucleo storico, capace di accogliere un’opera di artista per segnare la sua singolarità.

L’ombratura. Ai lati della scuola Garibaldi-Buccarelli si creano due giardini simmetrici, I Giardini dei Mandorli. Il giardino assume una forma quadrata, pavimentata in calcestre   nel quale gli alberi sono connessi da canali di drenaggio e irrigazione in pietra  che disegnano lo spazio e raccolgono l’acqua piovana per l’irrigazione. Nei pressi del giardino il progetto apre una nuova relazione urbana creando uno spazio che diventa Porta del nucleo storico e cerniera tra piazza, corso Vittorio Emanuele III e via Santa Maria dell’Impero.

Aree sosta e collegamento con le vie. Il progetto mantiene l‘attuale funzione di parcheggio dell’area ad est della scuola secondaria Garibaldi-Buccarelli creando un nuovo disegno e organizzazione. Il progetto individua l’importante occasione di creare con l’intervento una nuova connessione urbana tra via Santa Maria dell’Impero e il nodo corso V. Emanuele III-Piazza Martiri d’Ungheria. A tale scopo di realizza un viale pavimentato in calcestruzzo architettonico che crea un’area pedonale, mantenendo l’area di parcheggio esistente. Il viale viene caratterizzato da due elementi che guidano sia fisicamente che
percettivamente la percorrenza:  una lunga seduta in travertino locale che crea una separazione tra l’area carrabile e la facciata della scuola, realizzando una degna area con arbusti e base in calcestre; a ciò si aggiunge un filare di tigli che caratterizza il percorso e permette una piacevole sosta all’ombra nei mesi caldi. Si creano i posti auto mantenendo in parte la pavimentazione esistente per motivi di economia dell’intervento.

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