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L'amministrazione Giordano

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MILETO (VIBO VALENTIA) – Aria di cambiamento a palazzo dei Normanni. La sede del comune di Mileto così battezzata dall’allora preside (e giornalista) Imperio Assisi vede l’avvicendamento (in linea teorica programmato) della parte maschile della giunta del sindaco Salvatore Fortunato Giordano.

Escono, previe dimissioni, il vicesindaco Domenico Pontoriero e l’assessore Fortunato Zoccoli ed entrano il nuovo vicesindaco (o forse supervicesindaco e vedremo perché) Francesco Ciccone e il neo assessore Pasquale Luccisano.

Dicevamo tutto programmato in linea teorica perché, come spesso accade nei comuni della fascia cui appartiene Mileto, i consiglieri comunali eletti si spartiscono le tempistiche dell’incarico assessorile in modo da avere tutti in egual misura il tempo di mostrare le loro doti (e percepire le relative indennità), quindi l’avvicendamento era previsto ma questa volta pare ci sia tra alcuni componenti della maggioranza un po’ di malumore malcelato che verrà ufficialmente negato ma che serpeggia nelle stanze del potere miletese.

Andiamo con ordine.

I NUOVI INGRESSI IN GIUNTA

Francesco Ciccone prende il posto in giunta del vicesindaco uscente Domenico Pontoriero ma, a differenza del suo predecessore, il suo incarico diventa molto più “pesante”. Al ruolo di vicesindaco e alle deleghe a Bilancio, Programmazione Economica, Programmazione Europea, Personale e Patrimonio, lasciate da Pontoriero, infatti, Ciccone sommerà (esclusa la programmazione europea) anche quelle ai Servizi Idrici, Fognature, Depurazione delle Acque, Cimitero e Pubblica Istruzione, concentrando in sé un notevole fardello di responsabilità che siamo certi il vulcanico ex presidente della Pro Loco saprà trovare il modo di gestire. Ecco perché abbiamo parlato di supervicesindaco.

Non si esclude (anzi parrebbe quasi certo) che Pontoriero possa ricevere delle deleghe extra Giunta anche in considerazione del fatto che nella sua attuale composizione l’esecutivo di Giordano non ha rappresentanti delle frazioni.

Il secondo avvicendamento riguarda Fortunato Zoccoli che lascia il suo incarico dopo due anni e mezzo come Pontoriero e viene sostituito dal giovane Pasquale Luccisano che (al contrario di Ciccone) perde però qualcosa rispetto all’eredità del suo predecessore ricevendo “solo” le deleghe all’Urbanistica, Edilizia Privata, Pianificazione del Territorio, Mercati. Delle deleghe di Zoccoli, alcune delle quali potrebbe anch’egli mantenere extra giunta, mancano Ambiente, risanamento ambientale e risorse energetiche (al momento non assegnate), Cimitero, Fognature, Servizi Idrici, depurazione delle acque, che sono andate a Ciccone.

Scelte che, a quanto sembrerebbe, avrebbe suscitato più di una perplessità in diversi consiglieri comunali.

I MALUMORI E LE TENSIONI

Ma come detto il clima a Palazzo dei Normanni non è dei più sereni, quasi si fosse in Islanda, infatti, si registrano al tempo stesso rapporti freddi e roventi tra i vari componenti dell’amministrazione di Giordano chiamato nelle ultime settimane al contempo a fare da pompiere e da detective.

Due gli elementi su cui si registra qualche tensione, uno dei quali parzialmente grattato in superficie dall’interrogazione presentata dal consigliere di Opposizione Giulio Caserta nel corso dell’ultimo consiglio.

Il primo riguarda la linea politica della maggioranza. Benché il sindaco abbia ufficialmente ribadito che l’amministrazione è frutto di un progetto civico che tale era al momento dell’elezione e tale resterà fino alla fine, appare innegabile che, nella realtà, almeno una parte della maggioranza Giordano cerca casa in qualche schieramento. Basta analizzare il comportamento alle ultime tre elezioni (due regionali e le provinciali).

In tutti i tre casi, infatti, e con sempre maggiore intensità, se non tutta quanto meno la gran parte della maggioranza si è apertamente schierata con il centrodestra e in particolare con l’area che fa capo al senatore di Forza Italia Giuseppe Mangialavori. Per la verità in tutti e tre i casi gli esiti non sono stati lusinghieri e forse anche a livello generale sarebbe stata consigliabile un po’ di cautela in più, ma la storia è storia e i numeri parlano chiaro. Alle due regionali il “peso” elettorale della maggioranza sui candidati ufficialmente appoggiati non si è visto mentre alle provinciali si è assistito ad un clamoroso autogol.

Situazioni queste che hanno lasciato l’amaro in bocca a più di un consigliere.

IL NODO DELLE ELEZIONI PROVINCIALI

Ultimo punto ad accendere gli animi è il risultato delle elezioni provinciali appena svoltesi. L’amministrazione ha ottenuto un proprio candidato (nella lista ufficiale di Forza Italia) nella persona del vicesindaco Domenico Pontoriero. La candidatura sarebbe stata accolta favorevolmente da tutta la maggioranza (o meglio, nessuno l’ha contestata apertamente) ma anche da parte dell’opposizione tant’è che parrebbe che ben due consiglieri della minoranza abbiano dato la propria preferenza a Pontoriero, peccato che, a conti fatti, sarebbe mancato un voto dalla stessa maggioranza Giordano cosa che avrebbe causato la mancata elezione di Pontoriero (unico della fascia dei comuni sopra i 5 mila abitanti a restare fuori come ricordato sempre da Caserta nell’ultimo consiglio comunale).

Da ciò ne sarebbe nata una discussione accesa nel gruppo Giordano (che ovviamente non verrà confermata ma non ce n’è bisogno) con Pontoriero a chiedere conto della mancanza e tutti a ribadire la propria fedeltà all’impegno iniziale. Giordano, di certo non felice per l’accaduto che costituisce un pessimo segnale di inaffidabilità lanciato ai vertici provinciali e regionali del centrodestra (cui nessuno ha aderito ma cui pare chiaro che il gruppo del sindaco guardi con più di qualche simpatia), pare abbia chiesto a tutti gli assessori di presentare le dimissioni. Richiesta accolta da tutti, secondo i bisbigli di Palazzo dei Normanni, tranne che dall’assessore Rosa Alba Gangemi (destinataria anche dei sospetti di mancato voto da parte di Pontoriero). Ne sono seguiti momenti di tensione che, però, si sarebbero sopiti per mancanza di prove concrete e per non attentare prematuramente alla vita della consiliatura.

Il 2022 si apre con grandi prospettive per il territorio (vedi progetti Pnrr) ma anche con dei nodi importanti che spetterà ora alla maggioranza riuscire a sciogliere prima che si stringano troppo accorciando, ancora una volta, la durata di una consiliatura nella città normanna.

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