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Il Comune di Vibo Valentia

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VIBO VALENTIA – Bandi fermi, alcuni anche da un paio d’anni, o accantonati. Regolamenti e progetti che continuano a giacere nei cassetti nonostante siano stati regolarmente redatti e aspettino una firma da parte dei dirigenti per poter approdare nelle apposite commissioni consiliari e da lì nel civico consesso per l’eventuale approvazione. 

Un immobilismo che, di fatto, cozza con quanto l’Amministrazione comunale è solita ribadire ad ogni piè sospinto ma che è oggettivamente reale, visto e considerato che sono gli atti a parlare. Qui di seguito alcuni di quelli più importanti.

Impianti sportivi. Nei giorni scorsi il Quotidiano è tornato a parlare della vicenda relativa all’affidamento delle strutture di proprietà di Palazzo Razza: in particolare dei campetti polivalenti – quello della Sacra Famiglia e del quartiere S. Aloe – sul quale nei mesi scorsi la Guardia di finanza, che sta acquisendo fascicoli a Palazzo Luigi Razza fin dall’ottobre del 2019, avrebbe requisito lo scorso anno la documentazione inerente le determine finalizzate all’individuazione dei soggetti interessati. Per quale motivo ad oggi il bando è ancora fermo? Non ne si comprende il motivo, e intanto le strutture, dopo due anni di inattività, iniziano a mostrare qualche segno di degrado.

“Dopo di noi”. Il bando è finalizzato a sostenere persone disabili gravi prive del sostegno familiare o in previsione del venire meno dello stesso, attraverso lo sviluppo di specifiche autonomie e percorsi di de-istituzionalizzazione. Ed anche in questo caso l’ultimo risale al 2018, e avrebbe dovuto valutare un elenco di domande avanzate da questa tipologia di categoria ma nel momento in cui si è arrivati a stilare una graduatoria, in quest’anno, una parte delle persone che necessitava di questo supporto era deceduta. La programmazione del 2018 e 2019, con finanziamenti che sarebbero stati dovuti stanziare, non è stata realizzata.

“Progetto di vita”. Anche questo è fermo, con 17 procedimenti in atto non evasi nonostante siano stati depositati a settembre 2019. In buona sostanza si tratta di una iniziativa a sostegno delle persone con disabilità, avviata dall’assessorato ai Servizi sociali del Comune di concerto con l’Asp, finalizzata fornire dei supporti non solo terapeutici ma anche di inclusione sociale. I fondi ci sono e afferiscono a quelli del Pon non autosufficienza (Fna), ma dopo tutto questo tempo non si è stati in grado di redigere un progetto.

Regolamento chioschi cimitero. Il bando risale al 2018 e fa riferimento ad un’apposita delibera di giunta Costa del maggio dello stesso anno. Ma da tre anni è chiuso in un cassetto. Si tratta della concessione provvisoria di un suolo pubblico, antistante l’ingresso dei cimiteri comunali finalizzata ad installare un chiosco – per ognuno del luoghi – amovibile in legno per la vendita dei fiori. Tale questione, come quella precedente, è stata sollevata nei giorni scorsi in commissione.

Regolamento edicole. Dopo aver chiesto la consulenza degli esperti del settore, la pratica è ancora ferma. Si tratta del regolamento sulla rivitalizzazione delle edicole. C’è, approvata dalla Giunta ad ottobre del 2019, una delibera che dà atto di indirizzo al dirigente del Comune di predisporre il regolamento per la rivitalizzazione dei chioschi chiusi dove un tempo trovava casa la vendita dei giornali, dai quotidiani ai periodici. Un modo, da un lato, per incentivare il settore e dall’altro per recuperare delle strutture ormai abbandonate sul suolo cittadino. Il regolamento è stato ultimato a marzo scorso ma ancora non è approdato in prima Commissione (anche se il presidente Iorfida ha annunciato che presto ciò avverrà); ad ogni modo manca sempre la firma della dirigente per poter approdare in Consiglio.

Dehors e arredo urbano. Giace negli uffici della dirigente anche il regolamento sui Dehors redatto dall’assessore al ramo. Al momento il Comune continua a risultare sprovvisto di un documento ad hoc riportante le linee guida per uniformare l’installazione di tali strutture. Esso servirebbe per dare al territorio una certa linea di eleganza: sarà l’amministrazione a decidere colori e tipologie delle coperture, dando anche indicazioni sull’arredo. Stessa sorte per la pratica inerente l’arredo urbano realizzata dal medesimo assessorato. Al riguardo, se ne discuterà presto in Commissione.

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