I sindaci del Vibonese in protesta per la sanità
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Una riunione fiume in prefettura per far fronte al “Caso Vibo”, ossia alla questione dei finanziamenti per la sanità vibonese, da cui sono emersi un’apertura della Regione ma anche molti interrogativi ancora aperti
VIBO VALENTIA – Oltre quattro ore di riunione per un incontro che, se da un lato apre uno spiraglio sul fronte del “Caso Vibo”, dall’altro lascia più di un retrogusto amaro a chi, fuori dalla Prefettura, ha atteso risposte che – nei fatti – non sono arrivate. Una protesta pacifica ma determinata, quella delle oltre duecento persone riunite ieri pomeriggio in piazza, in rappresentanza di comitati, associazioni e semplici cittadini: molti di loro neppure ammessi al vertice di ieri, nonostante da mesi denuncino criticità, ritardi e tagli che stanno colpendo il territorio.
La sensazione diffusa, tra i manifestanti, è che la frattura di fiducia tra popolazione e istituzioni sia ormai molto profonda. In tanti raccontano di visite saltate, reparti senza personale, urgenze dirottate altrove e famiglie costrette alla mobilità passiva anche per prestazioni di bassa complessità. Un disagio che ha alimentato un clima di attesa carico di tensione e di speranza, con l’idea – quasi condivisa – che la riunione in Prefettura potesse finalmente segnare un punto di svolta.
Il prefetto Anna Aurora Colosimo ha riunito intorno allo stesso tavolo il subcommissario regionale alla Sanità Ernesto Esposito, la triade dell’Asp vibonese, il presidente della Conferenza dei sindaci Salvatore Fortunato Giordano, il sindaco di Vibo Valentia Enzo Romeo, il presidente dell’Ordine dei Medici Enzo Natale, il presidente della Provincia Corrado L’Andolina, rappresentanti sindacali e il portavoce del Terzo settore Pino Conocchiella.
SANITÀ A VIBO, INCONTRO TRA TERRITORIO E REGIONE NECESSARIO
Un incontro definito “non più rimandabile” dagli amministratori locali, proprio mentre – a riunione in corso – la Regione diffondeva una nota stampa in cui dichiarava che Vibo sarebbe tra le Asp più finanziate della Calabria, con 1.551 euro pro capite. Un dato che stride con la realtà del territorio e allo stesso tempo alimenta la percezione che la crisi sanitaria vibonese non sia stata ancora compresa fino in fondo nei suoi aspetti più concreti: carenze di personale, servizi territoriali fragili, reparti chiusi o sottodimensionati, tempi d’attesa ormai ingestibili.
Al termine del confronto, Giordano ha annunciato che giovedì prossimo una delegazione di sindaci sarà ricevuta in Cittadella per rivedere il piano di riparto. «Confermo – ha detto – che c’è un’apertura alla revisione dei conteggi su Vibo alla luce delle istanze sollevate dal territorio». Il presidente della Conferenza ha poi annunciato l’imminente apertura di un tavolo tecnico sulla rete territoriale con associazioni e sindacati, per garantire che quanto previsto nell’Atto Aziendale sia finalmente trasformato in servizi reali. «Abbiamo constatato una forte disponibilità da parte della Regione, che ritiene Vibo un territorio da rafforzare alla luce della sua crescente produttività».
LA POSIZIONE DEL SINDACO DEL CAPOLUOGO ENZO ROMEO
Il sindaco Romeo, a sua volta, ha definito “positivo” il confronto con Esposito: «La disponibilità a istituzionalizzare un dialogo costante con i sindaci è un risultato importante», ha sottolineato.
Tra gli impegni comunicati durante la riunione: 100 infermieri in più per il sistema sanitario vibonese; potenziamento del personale medico e migliore redistribuzione tra territorio e ospedali; istituzione di un comitato consultivo aziendale, che obbligherà la triade Asp a un dialogo stabile con Terzo settore e sindacati; richiesta di un Dca dedicato a Vibo, per incrementare i posti letto in ortopedia e accelerare la riapertura della psichiatria.
Romeo ha inoltre evidenziato che, laddove il pubblico non riesce a garantire i servizi, le strutture private accreditate «dovranno essere rafforzate». Una dichiarazione che apre a scenari di integrazione pubblico-privato ma che, inevitabilmente, riaccende il dibattito sul modello di sanità territoriale che si intende costruire.
LA NOTA DELLA REGIONE SUI FONDI ALLA SANITÀ DELLA PROVINCIA DI VIBO
La Regione, nella comunicazione diffusa mentre il vertice era ancora in corso, ha ribadito che la sanità vibonese è stata oggetto di «particolare attenzione» da parte del presidente Roberto Occhiuto e della struttura commissariale. Il nuovo riparto, ha spiegato Esposito, non si basa più sulla spesa storica, ma su criteri “oggettivi”, come: popolazione pesata; indice di deprivazione; capacità di erogazione dei servizi. Secondo questi parametri, Vibo risulterebbe tra le Asp più finanziate della regione, con 1.551 euro pro capite (Crotone 1.570 euro, Reggio Calabria 1.576 euro).
Esposito ha inoltre ricordato che i ricoveri ospedalieri sono passati da 8.976 (2023) a 9.270 (2024); le prestazioni ambulatoriali sono aumentate da 129.460 a 164.417 nello stesso periodo; le risorse per l’acquisto di prestazioni sociosanitarie dal privato accreditato sono incrementate del 50%. «Il confronto sarà costante – ha concluso Esposito – e proseguirà con spirito di collaborazione nel solo interesse della comunità vibonese».
Nonostante le aperture e gli impegni, resta però evidente che molte domande restano senza risposta: non è stato chiarito il destino dei reparti più fragili, né la tempistica degli investimenti promessi. E soprattutto manca, ad oggi, un piano organico che affronti il problema strutturale della mobilità passiva, uno dei nodi più pesanti e costosi per la provincia.
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