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VIBO VALENTIA – Non c’è pace per l’ospedale “Jazzolino”. Come se non bastassero le carenze di medici, anestesisti, l’assenza di un primario nel reparto di ortopedia, adesso a far registrare ulteriori sofferenze in seno alla massima struttura sanitaria provinciale sono i tecnici di laboratorio. O meglio, la loro mancanza così come quella di biologi e medici. La carenza maggiore è indubbiamente quella che riguarda proprio le prime figure professionali, strategiche in un servizio come questo. Tanto per dare l’idea, secondo gli attuali parametri nazionali in servizio dovrebbero essercene 17, invece all’appello ne mancano già sette, di cui sei già andati in pensione mentre il settimo, che lo farà entro il 2 febbraio prossimo, allo stato gode di un periodo di ferie.

Un’ottava unità è come se non ci fosse dal momento che da più di cinque anni, per disposizione del medico competente, svolge funzioni amministrative. In pratica figura nell’organico dei tecnici ma all’atto pratico svolge altre mansioni. Negli anni queste numerose assenze non sono state mai colmate con nuovi arrivi, c’è stato solo qualche incarico temporaneo. Insomma, dei titolari in servizio sono rimasti solo in nove il che, stando a quanto assicurano gli addetti ai lavori, non consente di assicurare il regolare servizio che, ricordiamo, riguarda il laboratorio, il servizio di microbiologia e l’attività ambulatoriale esterna.

E allora come si è riusciti ad andare avanti finora? Presto detto: grazie a due incarichi temporanei, giunti però al termine. Non va molto meglio sul versante dei medici e dei biologi. Dal 2017 ad oggi ne sono venuti meno due: uno è andato in pensione l’altro risulta in malattia dal gennaio scorso (senza mai essere sostituito), dei biologi se ne sono pensionati tre e un quarto se ne andrà entro il prossimo 1 gennaio.

Chi ha buona memoria ricorda che non molti anni addietro la situazione strutturale del laboratorio era molto precaria, con locali del tutto inidonei, tanto da indurre i Nas a decretarne la non conformità. Cosicché l’azienda dovette procedere ad una robusta ristrutturazione i cui esiti sono constatabili anche oggi: locali puliti e funzionali, apparecchiature tecnologiche all’altezza.

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