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L'antica cava romana di Nicotera

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NICOTERA (VIBO VALENTIA) – «Sono felice di comunicare che, l’amministrazione comunale, grazie al costante lavoro svolto dal consigliere comunale con delega alla cultura Giuseppe Leone, con delibera di giunta n° 46, ha avviato le pratiche per l’acquisizione al patrimonio comunale di Nicotera della Cava Romana. Mi piace rammentare che questo importante sito archeologico è stato riportato alla luce dal nostro compianto archeologo, Achille Solano».

Con queste parole il sindaco Pino Marasco annuncia il passo amministrativo compiuto da Palazzo Convento per acquisire l’area al patrimonio dell’ente. La Cava si trova in località Agnone ed è collocata nella parte inferiore della stazione ferroviaria di Nicotera, tra la Praicciola e contrada Timpa, a 60 metri sul livello del mare. I reperti sono stati scoperti nel 1972 dal ricercatore Solano. L’area portata originariamente alla luce è di circa 2.500 mq, con colonne di lunghezza non superiore ai 6 metri, insieme a due vasche di forma circolare. I manufatti si rinvengono collocati in posizione alluvionale.

La cava, per Solano, sarebbe stata messa in opera intorno al I secolo dopo Cristo. Tra le colonne custodite nel Museo nazionale romano delle terme di Diocleziano ve ne sarebbero alcune provenienti proprio dalla cava di Nicotera: il che, peraltro, corrisponde anche a quella che potrebbe essere l’epoca di massima produzione dell’impianto. Passando all’aspetto amministrativo, nella delibera viene evidenziato come l’amministrazione comunale intenda «promuovere ogni aspetto teso alla valorizzazione e alla fruizione dei beni culturali cittadini promuovendone nel contempo la millenaria storia.

Anche al fine di incrementare l’attrattività turistica del territorio cittadino si intende, pertanto, acquisire al patrimonio comunale il terreno vincolato con decreto del giugno 2015 dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, su cui sorgono i resti di una “Cava di età romana”, nella quale sono stati rinvenuti resti di elementi architettonici in fase di realizzazione».

Ovviamente si tratta di una iniziativa finalizzata ad una sistemazione dell’area propedeutica alla fruizione da parte della gente. Pertanto la giunta Marasco ha demandato al responsabile unico del procedimento, Carmelo Ciampa, di porre in essere tutti i provvedimenti necessari per verificare la fattibilità dell’acquisizione del terreno, mediante relazione tecnica con la valutazione economica del suddetto immobile, con la determinazione della congruità del prezzo, che consenta la successiva individuazione della fonte di finanziamento.

Nel corso dell’ultimo consiglio comunale, l’altro componente dell’amministrazione di palazzo Convento, Marco Vecchio, aveva riferito che «è un nostro punto molto sensibile perché è nostra intenzione realizzare quel parco archeologico che tanto viene acclamato e che in tanti anni non si è mai potuto portare a compimento. Insieme anche al consigliere Leone, si è già in una fase di definizione per l’acquisizione dell’area, di proprietà privata, e quindi stiamo compiendo quel passo significativo tanto atteso consentendo al bene di rientrare nel proprio patrimonio comunale».

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