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Assan

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VIBO VALENTIA – Ha trascorso per la prima volta da oltre due settimane la notte in un comodo letto, al caldo, sotto le coperte e non con i leggeri abiti estivi indossati fino ad oggi. Forse neanche ci credeva più dopo le vicissitudini che sta attraversando da quando è arrivato a Vibo Valentia.

Solo, al freddo, senza indumenti per un cambio, ha trascorso le notti all’addiaccio, dormendo riparato da un cartone davanti all’istituto d’Arte, “Colao” in pieno centro città, e il giorno sulle panchine lì vicino.

In molti lo hanno notato, hanno incrociato il suo sguardo filtrato da quegli occhiali, ma pochi, pochissimi, si sono realmente adoperati per aiutarlo. Fin quando il grande cuore dell’Arma dei carabinieri lo ha tolto dalla strada e trovato una soluzione sanitaria al momento provvisoria ma certamente molto migliore di quella precedente.

È la storia di Assan, il giovane del Bangladesh che spera solo di tornare a casa sua, in estremo Oriente, ma che è impossibilitato a farlo per mancanza di denaro. Ieri pomeriggio, dopo una telefonata al comando provinciale dei Carabinieri da parte di un cittadino impietosito dalla sua presenza su quella panchina, mentre il maltempo imperversava senza tregua. La Benemerita non ha perso tempo e i militari, colpiti da quel caso umano, si sono attivati immediatamente per trovare una soluzione che consentisse al giovane extracomunitario di avere un riparo. E così sono state attivate tutte le procedure con l’Azienda sanitaria che hanno portato al ricovero del bengalese le cui condizioni, con il passare dei giorni, erano andate peggiorando, tant’è che i sanitari hanno riscontrato un quadro clinico non allarmante ma comunque meritevole di esami specifici a causa della debilitazione, anche alimentare.

Assan, non vuole andare in un centro di accoglienza, probabilmente, come avrebbe affermato, per paura che gli possa succedere qualcosa. Non parla l’italiano, pronuncia qualche frase in inglese, ma la lingua della solidarietà non ha bisogno di interpreti.

La si comprende al volo. E i militari l’hanno infatti capita subito. Ieri, come detto, per la prima volta da settimane, ha trascorso la notte in un letto, si è nutrito, e adesso resterà in ospedale fin quando si ristabilirà completamente.

L’auspicio è che non lo si veda dormire nuovamente in un cartone, ed infatti la Questura di Vibo, su segnalazione dell’Arma, sta vagliando la possibilità di sbloccare la sua pratica. Al riguardo domani, direttamente dall’ufficio immigrazione del ministero arriveranno dei funzionari per affrontare il problema in vista di un rimpatrio.

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