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Rosario Marra

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NICOTERA – Rosario Marra, nicoterese che vive a Torino da diversi anni, conferma ancora una volta la sua generosità.

Era il 18 aprile del 2007 quando Marra, per difendere un anziano da un’aggressione davanti alla sua fioreria a Torino, subì una ritorsione a colpi di arma da fuoco, che lo mandò in coma per 21 giorni.

A seguito di quella vicenda ha subito, chiaramente, ripercussioni fisiche che lo hanno segnato per tutta vita.

Ma Rosario, “Ros” per chi lo conosce da una vita nella sua città natale, è uno istintivo, che non ci pensa su due volte se deve aiutare qualcuno.

Ora il noto cittadino di Nicotera risponde allo straziante appello di una donna francese, Natacha Guy, alla disperata ricerca di un rene, e dei familiari di cui ha perso le tracce da tempo per una triste storia di abbandono. Marra ha, per inciso, vissuto in Francia per diversi anni, e qui riportiamo parte dell’appello della donna tradotto dal francese: «Soffro di insufficienza renale – chiarisce la signora Guy- in fase terminale. Sono in dialisi a casa e sto facendo gli esami per un trapianto. Il mio nefrologo mi chiede se ho figli biologici volontari per dare un rene».

Ha una famiglia di origine, ma con la quale, come detto, non ha mai avuto contatti: «Ho fratelli e sorelle –afferma- biologiche che hanno il mio medesimo padre e la stessa madre, e se mai nessuno sarà compatibile con me… francamente non posso rispondere. Mio padre si chiama Kempa Roger e mia madre Morrone Monique. Sono stata abbandonata a 10 mesi con i miei fratelli e sorelle a Sant’Agnese a Arras». Da qui l’appello alla massima condivisione e divulgazione del messaggio: «Quindi –auspica- vorrei ritrovare i miei fratelli e sorelle. Ho 50 anni devono avere due o tre anni in più di me. Potete aiutarmi a condividere al massimo ovunque questo messaggio? È urgente. Grazie».

La pronta risposta di Rosario Marra: «Cara Signora, -ha esordito – leggendo la sua chiamata che mi ha colpito molto, volevo esprimerle la mia stima. Mi chiamo Rosario Marra e sono nato in Italia, ma ho vissuto in Francia per 46 anni».

Sebbene invalido, il cittadino medmeo è disponibile alla donazione, essendo i suoi reni perfettamente sani anche se, ovviamente, è ancora dubbia la loro compatibilità: «Sono invalido al 100 percento, – afferma – ma i miei reni stanno bene. Le scrivo per dirle che voglio aiutarla con un rene, se può essere compatibile con il suo corpo. La vita ci mette spesso alla prova ma la mia vita, – conclude con una straziante dichiarazione  – …non valgo più niente. Le mando i miei dati – conclude – se posso aiutarla… Rosario Marra, Torino, Italy».

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