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VIBO VALENTIA – L’emergenza legata al Covid ha ormai stravolto le nostre vite, le nostre abitudine, i nostri programmi. Tra questi rientrano sicuramente i matrimoni. Tante le coppie costrette a rimandare ad un altro periodo la data delle nozze.

Ma come fare a rivedere e a rimodulare i progetti di un anno di lavoro? Lo abbiamo chiesto a Luana Aloi, giovane wedding planner calabrese che da tre anni ha ormai intrapreso questo mestiere. Cresciuta in una famiglia di fotografi e fioristi, ha deciso di mettere da parte la carriera da consulente del lavoro per intraprendere questa nuova strada. Un ruolo da sempre affascinante, soprattutto per le spose che si vedono così alleggerite e seguite passo dopo passo nell’organizzazione del giorno più bello.

Luana Aloi

«Le decisioni alle quali sto assistendo si possono suddividere in diverse fasi – spiega Luana – perché mi occupo sia di coppie locali (in Calabria e Sicilia) ma anche straniere e la gestione cambia a seconda dei casi. Per i primi, programmati a giugno e luglio, stiamo rimandando alla fine di agosto, ovviamente in accordo con le location e i fornitori. Il discorso cambia per le coppie fuori regione e straniere rinviate direttamente al prossimo anno, vuoi per i voli ancora da ripristinare, per l’impossibilità di riprogrammare le ferie, o per mancanza di invitati. In ogni caso – ha aggiunto – sono sposi che avevano già spedito gli inviti, quindi stiamo procedendo con un “change the date”, un file digitale, che tramite e-mail o WhatsApp viene inviato agli invitati, in cui si comunica appunto il cambio di programma. In questo momento quindi mi ritrovo a sostenere le coppie locali a un rinvio di mesi, mentre gli altri a farli slittare di un anno. E cambia così anche il mio ruolo all’interno dell’organizzazione – continua la wedding planner – Sto cercando di gestire gli sposi, spaventati ovviamente da questa situazione, costretti a rinviare, fortunatamente non annullare, la data delle nozze. Sto cercando di tranquillizzarli anche sul fatto che comunque non dovranno rinunciare a niente di quanto pianificato. Il mio invito a rinviare infatti è proprio legato a questo. Confrontandomi coi colleghi e con gli altri fornitori cerchiamo di pensare in positivo ma la situazione è molto drammatica».

A conferma di tutto ciò, una coppia di vibonesi con un matrimonio fissato al 13 giugno e ad oggi senza certezze: «Al momento non sappiamo come riprogrammare la data. L’unica certezza è che abbiamo già annullato la compromessa di marzo. Per il resto è tutto un grande punto interrogativo legato principalmente alla sede del ricevimento. Purtroppo ad oggi è difficile pensare di rimandarlo anche solo di qualche mese, come ci è stato consigliato anche dal gestore del locale, con la paura ed il serio rischio che poi niente o poco sia cambiato e soprattutto con i tempi ristretti in cui dover riorganizzare prove abito, trucco, corso prematrimoniale, pubblicazioni, partecipazioni, considerando la chiusura di tutte le attività. Potremmo optare di rimandarlo al prossimo anno ma c’è così il rischio di dover cambiare chiesa, location (con una caparra già versata)».

Insomma, è tutto molto difficile. Il giorno del matrimonio deve essere un giorno di festa da condividere con amici e parenti, per questo so vuole «che tutto venga organizzato al meglio senza ansie e preoccupazione. Cerchiamo di non scoraggiarci sperando di progettare tutto al meglio. Traspare amarezza, tristezza, preoccupazione, dalle parole della giovane coppia», ha affermato Maria; e se da un lato è vero che le priorità al momento sono altre, lo è altrettanto il fatto che la vita è composta anche di questo. E poi, si sa, spesso il matrimonio permette di riunire la famiglia distante tutto l’anno. Oggi più che mai, ne sarebbe stata l’occasione.

L’augurio è che tutti i futuri sposi costretti a dover rimandare a causa dell’emergenza, possano riorganizzare il giorno del “per sempre” con ancora più entusiasmo e determinazione come un altro segno di rinascita per il nostro Paese. Perché il futuro passa anche da una nuova famiglia che nasce.

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