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Vincenzo Notarianni dopo l'arrivo a Tropea

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Il gesto per sostenere la ricerca sull’autismo, patologia della quale è affetto il figlio

TROPEA (VIBO VALENTIA) – Vincenzo, la sua prima sfida l’ha vinta stamani quando, dopo una traversata di quasi 60 km, ha finalmente toccato riva. L’altra, che paradossalmente può sembrare più ardua, la sta ancora conducendo.

Il suo gesto è quello di un padre divenuto uno dei simboli nella lotta alla’autismo, patologia della quale è purtroppo affetto il figlio. Ed è proprio l’amore verso la sua creatura che l’ha spinto a compiere questa impresa per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di sostenere la ricerca. Vincenzo Notarianni, ingegnere di 50 anni, è giunto sull’arenile di Tropea intorno alle 12.30 direttamente da Stromboli – dal quale era partito ieri fermandosi solo per alimentarsi – dopo un tragitto di 25 miglia nautiche (48 km).

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Visibilmente stanco ma sorridente è stato accolto dalla folla che sulla spiaggia della Perla del Tirreno lo attendeva dalla mattinata e che lo ha incitato anche dopo il suo arrivo dove ad attenderlo c’era l’abbraccio più bello: quello della madre. Anche l’amministrazione comunale ne ha celebrato l’apprezzabile impresa spinta solo dal sentimento, forte e viscerale, di amore sconfinato verso il proprio figlio.

E’ solo il desiderio di vederlo star bene, insieme a tutti gli altri ragazzi, che dà a Vincenzo la forza di lottare. Se solo ci fossero le giuste cure per questa sindrome che, di natura neurobiologica, ancora oggi, nella maggioranza dei casi rimane sconosciuta. Ci sono tanti tipi di eroi, Vincenzo Notarianni, a suo modo, lo è.

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