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VENERDì di violenza nel carcere di AVELLINO, dove un detenuto ha aggredito un Agente di Polizia Penitenziaria.

“La situazione resta allarmante nelle nostre carceri.  Un detenuto napoletano ha aggredito un poliziotto penitenziario in servizio nella Casa Circondariale di Avellino. All’atto dell’apertura della cella, per immettere i detenuti al passeggio, uno di essi, definitivo con reati di resistenza e oltraggio a PP.UU., ha aggredito un Assistente Capo del Corpo di Polizia Penitenziaria. Visitato dal medico di turno,  è stato dimesso dal servizio per raggiungere il vicino ospedale della citta. Da tempo non si verificavano simili episodi nel carcere di Avellino, un caso isolato, che vede ancora una volta patire i Poliziotti Penitenziari……….Il Sappe esprime solidarietà al collega coinvolto nel grave episodio e gli augura una veloce ripresa e ritorno in servizio. Queste aggressioni sono intollerabili. Noi non siamo carne da macello ed anche la nostra pazienza ha un limite…”

La notizia arriva dal Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, il primo e più rappresentativo della Categoria, per voce del segretario generale Donato Capece.

Capece torna a sottolineare le criticità delle carceri italiane: “Nei 200 penitenziari del Paese l’affollamento nelle celle resta significativamente alto rispetto ai posti letto reali, quelli davvero disponibili, non quelli che teoricamente si potrebbero rendere disponibili. Un problema è la mancanza di lavoro, che fa stare nell’apatia i detenuti. Ma va evidenziato anche che l’organico di Polizia Penitenziaria è sotto di 7mila unità e che il carcere non può continuare con l’esclusiva concezione custodiale che lo ha caratterizzato fino ad oggi.  E fatelo dire a noi che stiamo tra i detenuti, in prima linea, 24 ore al giorno”.

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