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AVELLINO- Ha raggiunto il Ponte della Ferriera con la sua bici quando ormai era già calata la sera e dopo aver accostato la due ruote ha scavalcato il parapetto e si è lanciato nel vuoto. E’ la sequenza, l’ennesima che si registra in quella parte della città, che ha visto protagonista un adolescente, un ragazzino di tredici anni e nove mesi, avellinese di origini italo-argentine. Il fatto che ha lasciato sotto choc l’intera città è avvenuto ieri. Il ragazzo ora è in gravissime condizioni al Moscati, ricoverato in coma nel Reparto di Rianimazione. Ad evitare che l’impatto fosse fatale, anche per il volo di diversi metri, è stato un albero. Il salto nel vuoto infatti è stato bloccato dai rami, che hanno attutito la caduta. E’ stata poi una donna, che ha assistito all’ultima parte di una scena terribile, a dare l’allarme ai soccorsi, che in pochi minuti sono giunti sul posto. A calarsi giù lungo il ponte ormai tristemente famoso per queste tragedie sono stati sia i caschi rossi del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Avellino che gli agenti delle Volanti agli ordini del vicequestore Elio Iannuzzi. Ed è stato un sollievo per i soccorritori constatare che il ragazzino era ancora vivo. Sul posto era già presente un’ambulanza con rianimatore del 118 e la Polizia Municipale di Avellino che si è occupata di deviare il traffico, oltre a tantissime persone ancora allibite da quelle voci sul fatto che si trattasse di un minorenne. La risalita e la corsa verso il Pronto Soccorso del Moscati. Sono da poco passate le diciotto e trenra quando in Contrada Amoretta viene attivato un trauma team. In campo ci sono un rianimatore, un radiologo, im ortopedico ed un chirurgo. Le condizioni del ragazzo vengono stabilizzate e trasferito con una prognosi riservatissima nel Reparto di Rianimazione. Il bollettino clinico non è certo confortante, anche se i medici stanno facendo di tutto per scrivere un lieto fine a questa drammatica storia.Politraumatizzato. Diverse fratture ossee. Lesioni alla milza. Sedato e intubato. La prognosi è riservatissima. Al Moscati il primo ad arrivare è il fratello maggiore del ragazzo. I genitori, a quanto pare si trovavano a Napoli e quindi hanno raggiunto la Città Ospedaliera solo più tardi.

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