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AVELLINO – Sono 362 i docenti che saranno immessi in ruolo in Irpinia. Di questi 316 provengono dalle graduatorie dei concorsi e 46 dalle Gae, molte delle quali sono già esaurite. 22 i posti per il personale Ata, 3 per gli assistenti amministrativi, uno destinato agli assistenti tecnici, 18 ai collaboratori scolastici. Comincia a sbloccarsi la situazione relativa all’organico, ancora in via di definizione a due settimane dalla ripresa. Ad annunciarlo Antonio D’Oria della Uil scuola di Avellino.

“Il numero dei posti destinati all’assunzione del personale docente è consistente. Tuttavia, è evidente che non sarà sufficiente in un contesto eccezionale come quello in cui viviamo in cui gli istituti hanno bisogno di personale aggiuntivo per garantire lo svolgimento delle lezioni in piena sicurezza. Avevamo chiesto con forza una stabilizzazione massiccia del personale docente mentre il ministero ha garantito solo un maggior numero di incarichi annuali. Dovremo dunque aspettare i posti che resteranno vuoti dopo le immissioni per conoscere i numeri da destinare agli incarichi del personale docente. Il risultato è che si finisce con il perdere ulteriore tempo con le scuole che ancora non conoscono l’organico su cui dovranno contare. Del tutto inadeguati, invece, i numeri legati alle immissioni in ruolo del personale Ata, quando la vigilanza è fondamentale per garantire il ritorno a scuola in sicurezza. Dall’incognita legata alla disponibilità dei banchi monoposto che dovrebbero arrivare a settembre alla difficoltà di prevedere quella che sarà l’evoluzione dei contagi. Ora si paventa di nuovo la possibilità che l’apertura delle scuole sia posticipata”.

Non nasconde la sua amarezza: “Ancora una volta le responsabilità finiscono per ricadere unicamente sui dirigenti scolastici, costretti a fare del loro meglio con le risorse a loro disposizione. In caso di contagi, si ritroveranno a gestire l’emergenza da soli. L’impressione che abbiamo è che il tempo a disposizione dalla chiusura delle scuole non sia stato utilizzato al meglio per riorganizzare la ripartenza”.

Attilio Lieto, dirigente dell’istituto Perna Alighieri, parla di una situazione in evoluzione “Abbiamo fatto presente agli enti locali i nostri bisogni in termini di spazi e organico e stiamo aspettando la loro risposta. Ieri sono partiti alcuni interventi di edilizia leggera per adeguare le aule della primaria. Intanto, aspettiamo ancora di conoscere con certezza quali saranno gli spazi che avremo a disposizione per alcune aule della secondaria. Nessun rischio, invece, di sdoppiare le classi almeno per quel che riguarda primaria e secondaria, sempre se verrà confermato quanto previsto dall’ente locale e sperando che i lavori procedano senza intoppi di sorta. Discorso a parte per l’infanzia dove non ci sarà il distanziamento. Da parte nostra abbiamo fatto tutto il possibile e possiamo contare su banchi monoposto perchè le aule siano adeguate ad accogliere gli allievi ma dobbiamo fare i conti con l’incognita legata agli organici. Da parte nostra, chiediamo solo un po’ di chiarezza a partire dalle sedi. Le ipotesi? La scuola dell’infanzia potrebbe essere accolta nel vicino asilo comunale, per la secondaria speriamo di poter essere ospitati nei plessi limitrofi”.

A sollevare il problema dell’incertezza degli organici anche la dirigente del liceo scientifico Mancini Paola Gianfelice: “Abbiamo effettuato un’attenta rendicontazione delle risorse e formulato delle ipotesi di gestione dei gruppi classe. Per quel che riguarda gli spazi, il gioco ormai è fatto, abbiamo cercato di utilizzare le aule più ampie, che potessero garantire il rispetto del metro di distanza, cercando di ridurre al minimo gli spazi destinati ad armadietti o alla cattedra del docente. L’incognita è quella legata al potenziamento dell’organico, necessario per garantire attività a supporto dei gruppi classe. Nessun pericolo di sdoppiamento classi che ci sembrava didatticamente inadeguato”. Spiega come quello del dirigente scolastico è sempre stato un ruolo molto delicato perchè dobbiamo farci carico di responsabilità molteplici. C’è bisogno di un forte senso di responsabilità. E’ importante che l’informazione e la conoscenza si traducano in comportamenti civili. Certo, non c’è la serenità con cui gli altri anni abbiamo affrontato l’inizio dell’anno scolastico. Anche se gli esami di stato hanno rappresentato un buon banco di prova”.

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