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Il sindaco di Avellino Gianluca Festa pronto a posticipare l’apertura delle scuole in città, fissata per il 14 settembre. L’annuncio nella consueta diretta facebook del lunedì sera.

“Sto predisponendo un piano – spiega – per garantire il ritorno in classe dopo le elezioni nelle scuole di competenza comunale, infanzia, elementari e medie, per motivi logistici e di salute pubblica, al di là di quello che deciderà la Regione. Non me la sento – chiarisce – di riaprire le scuole il 14 settembre per poi sospendere le lezioni dopo qualche giorno, a causa delle elezioni. L’idea è quella di aprire il giovedì successivo alle regionali, dopo aver effettuato le necessarie sanificazioni. Per quel che riguarda le scuole superiori ci confronteremo con l’Ufficio Scolastico Provinciale e la Provincia sull’eventualità di posticipare anche l’apertura della secondaria di secondo grado”. Intanto, sono partiti ieri i test sierologici per i docenti. “Sono state tantissime le chiamate dei docenti già nella prima giornata. Stiamo raccogliendo le prenotazioni e definendo gli spazi per effettuare i test sierologici in sicurezza. Di questo passo supereremo di gran lunga la percentuale prevista del 60%”.

E’ Antonio Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino, a spiegare come “in provincia sono tanti i medici come me che hanno garantito la propria disponibilità per i test al personale docente. Come nel caso degli insegnanti che possono scegliere di sottoporsi o meno al test, così è lasciata al singolo medico la possibilità di aderire o meno al programma di controlli”. Sellitto pone l’accento sul valore di cui si carica questo primo screening: “L’invito a sottoporsi al test è rivolto a tutti, non solo ai docenti. E’ uno strumento prezioso per individuare eventuali asintomatici. Certo, sarebbe stato più opportuno effettuare un vero e proprio tampone e soprattutto farlo a pochi giorni dal rientro a scuola mentre mancano ancora due settimane. Non capisco, però, le preoccupazioni di tanti medici, gli insegnanti sono nostri assistiti, sono pazienti che sono entrati più volte nel nostro studio per i motivi più diversi, non capisco cosa cambi nel momento in cui vengono in ambulatorio per i test sierologici. In caso di mancata disponibilità dei medici i docenti dovranno rivolgersi all’Asl”. E sul protocollo in caso di contagio “Diventa fondamentale nel caso un alunno o un docente risulti positivo la collaborazione dell’Asl con il pronto intervento, l’isolamento del ragazzo e di alunni e insegnanti che sono stati a contatto con il positivo”.

Sono due milioni i test messi a disposizione del ministero con i prelievi, che dovranno concludersi 7 giorni prima dell’inizio dell’anno scolastico. In caso di positività, al massimo entro 48 ore andrà effettuato il tampone. Antonio D’Oria della Uil scuola sottolinea l’importanza degli esami che non cancellano però le criticità: “I test sierologici rappresentano uno strumento prezioso per un primo monitoraggio e l’invito rivolto ai docenti è quello di sottoporsi ai test. Ma certo le criticità restano, penso alle unità del personale Ata – per il quale sono previste oggi le immissioni in ruolo – che appaiono inadeguate, alla consegna dei banchi che dovrebbe avvenire in tre tranche con istituti che dovranno aspettare ottobre prima di riceverli, al problema dei trasporti se consideriamo che la maggior parte degli alunni sono pendolari. Serve una sinergia complessiva tra locale e nazionale in situazioni come questa. Sinergia che è mancata fino ad oggi, proprio come mancano indicazioni concrete su come gestire alcune situazioni”.

Non ha dubbi Salvatore Bonavita, segretario provinciale della Cisl scuola: “Sottoporsi ai test è importantissimo. E’ l’unica arma che ci è rimasta per prevenire il contagio e fare in modo che non si ripeta ciò che sta accadendo in Germania, dove hanno dovuto richiudere oltre cento scuole. Tantissimi i docenti che ci stanno chiedendo chiarimenti, stanno prenotando i test presso i medici di famiglia o presso studi privati a loro spese. Se la scuola riaprirà sarà grazie al senso di responsabilità e allo spirito di servizio di docenti e dirigenti. Sarebbe importante però che anche gli studenti si sottoponessero al test. Al tempo stesso ci tocca constatare come continua a non esserci chiarezza sulle regole da rispettare, dalla misurazione della febbre agli interventi in caso di contagio fino alla sorte dei lavoratori fragili. Non possiamo dimenticare che la scuola italiana ha i docenti con l’età media più elevata in Europa. Penso, poi, a cosa potrebbe succedere se in caso di contagio si riscontrasse qualche piccola negligenza da parte degli istituti, a risponderne sarebbe sempre il dirigente. E’ assurdo, poi, che alla vigilia della riapertura delle scuole il ministro Azzolina chiami in causa i sindacati, accusandoci di boicottare la ripartenza. Siamo i primi a volere che si ritorni a scuola in presenza ma ci devono essere le condizioni necessarie”.

Intanto, non mancano le polemiche sui test. Francesco Esposito, segretario Fismu, sottolinea come in “parecchie regioni si stanno inviando ordinanze che obbligano i medici di medicina generale ad effettuare i test sierologici. Tanti anche i dubbi sulla fattibilità dei test. Basti pensare alle misure anti covid che hanno, di fatto, limitato fino ad oggi l’accesso negli ambulatori”.

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