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Ritorneranno in classe lunedì 26 ottobre gli studenti scuole elementari da lunedì. Ad annunciarlo il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, ieri in visita al Covid Residence dell’Ospedale del Mare di Napoli. De Luca si è soffermato sulla riunione tra l’assessore all’istruzione Lucia Fortini e le organizzazioni scolastiche “che hanno concordato sulle misure per la scuola su cui il Tar ci ha dato ragione”, aggiungendo che “autorizziamo da subito progetti speciali per bambini disabili e autistici e, da lunedì, anche le attività delle elementari. Ovviamente i dirigenti scolastici devono rivolgersi alle Asl per garantire che ci siano le condizioni di sicurezza”.


Nella riunione, ha sottolineato De Luca, “si è deciso che il presupposto per riaprire deve essere la garanzia delle condizioni sanitarie. Questa è la garanzia che non può essere scaricata sui presidi, ma sulle Asl”. La decisione sarà subordinata ad ulteriore verifiche legate all’andamento dei contagi. Immediato il commento del sindaco Luigi De Magistris che afferma di apprezzare “l’ammissione dell’errore di De Luca sulla scuola e probabilmente se ci fosse stato più dialogo e confronto si sarebbe potuto evitare visto anche che viviamo un momento così delicato per la regione e per la città.


Con spirito di squadra si può andare più lontani” E’ Antonio D’Oria della Uil a spiegare come “Si tratta di una decisione che appare più il frutto delle pressioni ricevute che non il risultato di un’attenta analisi di quelle che sono oggi le condizioni di sicurezza delle scuole. E’ chiaro senza il sostegno dell’Asl non sarebbe possibile autorizzare le riaperture perchè restano casi di istituti in cui non ci sono condizioni per rientrare. Viene da chiedersi se non sia una parziale ammissione di un provvedimento assunto con troppa velocità. Se esisteva una preoccupazione forte per i contagi non si capisce allora questa sua inversione di rotta e cosa succederà allora se la situazione continuerà ad essere critica.


Capiamo la difficoltà dei piccoli dell’infanzia e delle elementari ma ci vuole serietà”. “La riapertura della scuola primaria è un’ottima notizia – spiega Erika Picariello della Cgil scuola – a patto che per infanzia e primaria ci sia al primo posto la sicurezza. La ASL, responsabile dell’apertura delle scuole, deve garantire le condizioni sanitarie e, perché questa non sia una affermazione priva di riscontro concreto, occorrerà l’impegno di unità di personale che, però, finora non abbiamo ancora visto nelle scuole.


Considerato questo andamento epidemiologico noi ribadiamo la necessità dell’allestimento dei presidi infermieristici scolastici per dare sicurezza a chi lavora. In questo momento la comunità istituzionale e familiare devono fare fronte comune: dare ai bambini l’opportunità del rientro a scuola significa per le famiglie essere rigorose nei comportamenti, per le istituzioni essere all’altezza delle proprie dichiarazioni stampa”. “ Ritengo – spiega Salvatore Bonavita della Cisl scuola – che per la scuola dell’infanzia e le elementari la didattica a distanza presenti non poche difficoltà mentre può acquistare una valenza se attuata alle superiori. Qualche dubbio sulla sua efficacia anche per quel che riguarda la secondaria di primo grado. Tuttavia, resta irrisolta la questione trasporti. Nè ha senso posticipare gli ingressi in una provincia come la nostra dove per raggiungere alcuni centri c’è un’unica corsa all’andata e una al ritorno. Quello che chiediamo, invece, è un piano trasporti che coinvolga i privati. La scuola non è una cattedrale nel deserto ma si inserisce in un contesto che non può essere ignorato”.

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