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AVELLINO- Con quattro giorni di ritardo rispetto alle altre regioni, da ieri anche in Campania è partito il servizio ai tavoli per bar, ristoranti e pub. Rispetto all’entusiasmo degli esercenti che, dopo aver effettuato tutte le attività per adeguare gli spazi alle nuove normative anti-covid, hanno aperto le porte dei locali, la risposta degli utenti resta ancora bassa. Ancora poche le persone che decidono di sedersi ai tavoli davanti al bar per sorseggiare un caffè, piuttosto che un aperitivo, così come per pranzi e cene, si preferisce ancora la più comoda e sicura formula della consegna a domicilio e dell’asporto, che ha caratterizzato le prime settimane della fase due. Per chi invece decide di andare al ristorante e al pub è consigliata la prenotazione allo scopo di evitare assembramenti all’esterno e soprattutto prevedere l’afflusso quotidiano all’interno dei locali, mentre per chi serve ai tavoli è fatto obbligo di indossare mascherine e sanificazione certificata di ambienti e attrezzature. All’ingresso dei locali vengono presi i nomi di ogni persona, al fine di ricostruire eventuali successivi contagi al virus. Alcuni ristoratori, poi, hanno deciso di attendere ulteriormente per allestire i tavoli, posto il quasi dimezzamento dello spazio per garantire il distanziamento interpersonale di un metro spalla-a-spalla. Se per pub, ristoranti e pizzerie non sono previsti limiti di orario, l’ordinanza firmata due sere fa dal presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca prevede l’obbligo di chiusura serale entro le ore 23 per bar, ‘barettì, vinerie, gelaterie, pasticcerie, chioschi ed esercizi di somministrazione ambulante di bibite. In pratica stop alla cosiddetta “movida”, con la raccomandazione ai Comuni e alle autorità competenti di intensificare i controlli sul rispetto del divieto di assembramento proprio nelle zone a maggior afflusso di giovani”. Una misura che non trova d’accordo il Presidente di Confesercenti Campania, Vincenzo Schiavo, nel chiedere alla Regione l’annullamento del limite delle ore 23 per la chiusura di bar, chioschi, baretti, vinerie. “La chiusura di tali attività alle ore 23 – si legge nella missiva – determinerà per tutti gli esercizi un danno commerciale ed economico spaventoso, considerato che detti esercizi iniziano la loro attività dalle ore 22 in poi. E’ una richiesta che facciamo in base alle numerosissime telefonate ed email provenienti dai nostri esercenti che svolgono la loro attività nei centri storici dell città». Una misura che per Confesercenti servirà anche “” a sensibilizzare Prefetture, Comuni, le forze dell’ordine e la Polizia Municipale dei Comuni, affinché controllino pedissequamente gli affollamenti e i conseguenti comportamenti delle persone che accedono ai pubblici esercizi, evitando in tal modo comportamenti non confacenti alle disposizioni nazionali e regionali sulla prevenzione sanitaria al coronavirus”.

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