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ARIANO IRPINO – Una doppia inchiesta sul video pubblicato dal settimanale L’ Espresso e relativa ad un mancato ricovero di un anziano da parte di un medico del 118, che si era fatto firmare anche una liberatoria da parte dell’ottantacinquenne, ricoverato solo nella serata di quel giorno. Dopo che la stessa Asl di Avellino ha interessato i Carabinieri è stata aperta dall’azienda anche un’indagine interna. A comunicarlo è la stessa Asl, che dopo la pubblicazione delle immagini ha anche deciso di accertare eventuali profili di responsabilità in merito ai fatti. “Rispetto al video del 118 pubblicato dall’Espresso, la Direzione generale ha segnalato il fatto alle autorità competenti e contemporaneamente ha avviato indagine interna” . E ora si attende che i militari dell’Arma, dopo aver ascoltato l’autore del video e le testimonianze delle persone all’interno dell’abitazione al momento dell’ interevento di soccorso “negato”, trasmettano una prima informativa alla Procura della Repubblica di Benevento. I magistrati del pool guidato dal Procuratore Aldo Policastro hanno già due inchieste aperte sulla città dle Tricolle e la gestione dell emergenza Covid. LE REAZIONI «Il messaggio che l’ospedale sia peggio che a casa è falso, e aggiungo che non c’è mai stata una scelta, da parte dell’Asl e degli operatori, tra giovani e anziani ». Rosaria Bruno, direttrice dell’Unità operativa complessa per l’emergenza territoriale è chiara nel commentare il video reso noto da L’Espresso. L’uomo, di 80 anni, accusava febbre alta e difficoltà respiratoria. E’ tutto da verificare ma l’atteggiamento irriguardoso e aggressivo ed il linguaggio poco conveniente nei confronti dei familiari appare in tutta la sua gravità, in quel video. «Se non concludo l’iter procedurale non potrei ricondurre quanto accaduto alle persone, che peraltro erano munite dei dispositivi di sicurezza». Il messaggio che ha lanciato la Bruno riguarda anche altro: l’ospedale cura tutti e che non si sceglie chi salvare e chi no. «Ovviamente fa parte del codice deontologico – aggiunge – e della capacità di entrare in empatia con i pazienti e avere un rapporto coretto. Saranno le indagini a fare chiarezza. Mi astengo da commenti, ora c’è da lavorare ma vorrei dare merito all’Asl, che ha fatto i test rapidi a tutti gli operatori socio sanitari, tutte le strutture sono state verificate, i dispositivi ci sono. E invece tutti parlano di carenze senza avere contezza di ciò che si dice». LA FASE 2 DEL FRANGIPANE. La Fase 2 prevede l’area Covid in una zona isolata, ciò consentirà di riaprire le unità operative chiuse per l’effetto Covid. E’ stata sistemata nell’area del vecchio ospedale, con ingressi dedicati, e isolata. La riunione si è svolta presso il Frangipane tra la Direzione generale dell’Asl, l’Ufficio tecnico e la direzione sanitaria di presidio. Presso l’Ospedale arianese sono arrivati altri due pazienti ex ospiti sono stati al centro Minerva, altri trasferiti al Moscati. Il Frangipane ieri ha ricollocato alcuni pazienti presso Villa Maria, di persone in equilibrio clinico buono.

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