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ARIANO – «Positive al virus (ovvero che hanno sviluppato anticorpi specifici) 673 persone, pari al cinque per cento del campione rilevato: 13444 persone». E’ stato il direttore generale dell’Istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno, Antonio Limone, nel corso di una conferenza stampa presso la sala de Sanctis di Palazzo Santa Lucia a rendere noto il risultato dello screening effettuato sulla popolazione arianese. O meglio sul 75% della popolazione. Il dottore Limone ha spiegato l’importanza dell’attività svolta. «Lo screening di Ariano è unico in questa nazione. Avevamo visto lì un numero molto elevato di infetti. Bisognava intervenire d’urgenza e la Regione Campania ha voluto che l’Istituto Zooprofilattico con una macchina organizzativa importante, con la partecipazione del Commissario Prefettizio, dell’Asl di Avellino, della Protezione Civile e dei volontari sul territorio, con uno studio approvato dalla Federico II, abbiamo fatto un’azione importante, perché abbiamo prelevato il sangue a tredicimilatrecentoquarantaquattro persone».
Ai dati freddi il direttore Limone ha aggiunto: «Ariano era un po’ la nostra Vo’ Euganeo. Avevamo capito che bisognava intervenire. Innanzitutto ora sappiamo che il novantacinque per cento della popolazione di Ariano non ha avuto contatti con il virus. E mi sembra un dato molto significativo. Perché abbiamo una positività di circa il 5%». Ricorda poi che oltre all’enorme massa di test realizzati in pochi giorni, c’è lo sforzo del Monaldi che ha processato tutti i campioni in tempi da record. «Aver fatto questo screening su una popolazione così vasta, che investe un territorio di 180 chilometri quadrati ci da un modello, ed è un modello che noi possiamo utilizzare per muoverci altrove su tutto il territorio nazionale. Dopo aver messo in sicurezza Ariano Irpino, perché alle persone positive somministreremo i tamponi, quindi continueremo non solo l’azione di screening ma anche di sorveglianza sanitaria, però potremo riaprire, ricominciare». Questi i dati e gli arianesi ora chiedono che vengano fatti subito i tamponi e siano coinvolti i medici di assistenza primaria, come ha scritto l’ex sindaco Vittorio Melito al Governatore. Una lettera in cui replica a tutte le accuse lanciate agli arianesi e conclude «Le responsabilità morali, sociali e politiche, la cittadinanza è già convinta che si trovano tutte altrove, nessuna ad Ariano. Venga a conoscere questa Città dopo questa tremenda prova. Sono certo che il Suo senso delle Istituzioni è in realtà più forte di qualsiasi gretto calcolo elettoralistico. Venga a rendersi conto di persona, confrontandosi con la popolazione senza intermediari. Se non lo farà, eviti poi di farlo in campagna elettorale. Gli arianesi non potrà guardarli a testa alta, se continuerà a pensare che tra di loro ci sono degli irresponsabili che hanno causato questa tragedia. La aspettiamo».
Nel pomeriggio è arrivato l’avviso con il quale si annuncia che circa ottocento tamponi saranno fatti su tutti i positivi. Fatto questo che è stato salutato con favore dai medici arianesi. Sulla questione interviene il volontario medico di Panacea Pasqualino Molinario, sempre in prima linea nel corso dell’emergenza e che ha sempre valutato positivamente il test. «E’ stato utile perchè è servito ad individuare il numero di persone per il tampone da fare. E poi bisogna subito isolare e fermare così il contagio. Un altro aspetto importante è che si deve attendere, da risposte più approfondite, di sapere la maggiore incidenza nel territorio al fine di prevenire e quindi tutelare la salute pubblica. La Comunità scientifica – continua Molinario – vuole capire come mai ad Ariano il virus sia stato più aggressivo che in altre realtà, Questo si potrà conoscere dagli studi che saranno effettuati». Ora dunque bisogna capire se c’è un nesso di casualità tra il territorio e il virus. Alla conferenza stampa era naturalmente presente anche il presidente Vincenzo De Luca il quale torna sugli arianesi.
«Rinnovo il ringraziamento ai cittadini di Ariano. Il test sierologico non è una cosa banale, ma un prelievo con una iniezione di sangue. Ed è stato un episodio di grande spirito civico. Il programma pilota sarà messo a servizio di tutta l’Italia».
L’ex consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Carmine Ruggiero, torna però sulle accuse del Governatore e ricorda che «iIn contemporanea alle feste “incriminate” c’era anche il concorsone della Regione. Ha verificato il lavoro svolto dall’Asl Av? Basta con le denigrazioni degli arianesi».

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