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Cala di pochissime unità la curva del contagio da coronavirus in Campania, con 116 casi positivi su 3.132 tamponi, al netto dei 138 registrati nel bollettino dell’Unità di crisi per la giornata di domenica. Il dato che continua a far preoccupare riguarda i rientri, con 54 casi complessivi, ma non solo dalle località estera, con 24 positivi, ma anche e in particolare dalla Sardegna, con 30 persone risultate positive al tampone. Per questo il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, reitera l’appello al Ministero della Salute, affinché si avvii ad horas un programma nazionale di screening “prima che i nostri concittadini rientrino dalla Sardegna”.

Per il momento nei punti individuati dalla Asl per l’effettuazione dei tamponi sulla scorta delle segnalazioni di rientro dall’esterno, è possibile fare richiesta solo se, di ritorno dalla Sardegna, i soggetti sono stati destinatari di comunicazione di casi di contagi per tratte effettuati, tra aerei, traghetti o ristoranti.

Intanto l’Asl di Avellino comunica che nella giornata di ieri sono stati effettuati 143 tamponi ai cittadini della provincia di Avellino, a seguito di segnalazione di rientro dall’estero. Di questi: 107 di Avellino, 17 ad Ariano Irpino, 19 a Sant’Angelo dei Lombardi e i restanti 10 a domicilio. Proprio nello spazio dove si stanno effettuando i tamponi per i residenti di Avellino e distretti sanitari dell’hinterland, a Campo Genova, ieri mattina si sono recati diversi cittadini appena rientrati dalla Sardegna per chiedere se era possibile effettuare i controlli.

Il personale medico a lavoro ha ribadito che, previa richiesta all’Azienda sanitaria, il tampone per il momento può essere effettuato solo a coloro che sono stati destinatari della comunicazione di casi positivi in strutture o mezzi pubblici presi. Da ieri è partita anche la produzione di mascherine chirurgiche, alla Fca di Pratola Serra, in sintonia con le iniziative messe in campo per conto del Governo dal Commissario Straordinario per l’emergenza Covid- 19, Domenico Arcuri. Sono state allestite 19 linee su un’area di circa 9.000 metri quadrati. Verranno impiegati 500 lavoratori e il dato fondamentale, e importantissimo, è che i contratti delle unità impiegate rimarranno immutati. I presidi sanitari che saranno prodotti non solo contribuiranno in misura concreta a contrastare l’emergenza sanitaria in corso, ma rappresentano una soluzione strategica anche per i lavoratori dell’impianto stesso. Sulla scorta della nuova emergenza, il Loreto Mare di Napoli torna ad essere interamente dedicato al covid e non ha più altre attività.

“Abbiamo accolto i primi quattro positivi e ne aspettiamo altri. Abbiamo attivato i venti posti di degenza ordinaria per i positivi al covid19, se la situazione dovesse aggravarsi attiveremo anche le terapie sub intensive e le terapie intensive». Così Michele Ferrara, direttore sanitario dell’Ospedale Loreto Mare, descrive la riattivazione da ieri dal covid center, che la Regione ha deciso di dedicare interamente al coronavirus dopo il nuovo aumento di contagi e in previsione di una salita che dovrebbe proseguire con i rientri dalle vacanze. Attualmente ci sono 23 positivi”.

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