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AVELLINO- Rsa e Ospedali continuano ad incidere sul contagio in Irpinia e far salire l’allerta, visto che il virus continua ad attaccare le strutture residenziali per anziani della provincia. Infatti, mentre ancora si sta affrontando il caso di Villa Clementina, dove sono stati accertati settanta casi su ottantadue, arriva un’altra emergenza da una Rsa in provincia. Quella scattata nella notte tra giovedì e venerdì alla casa per anziani di Sturno. “Paradiso Verde” a Sturno che conta una ventina di contagiati tra personale e pazienti. Almeno sedici dei quali sono risultati positivi al tampone. Manca ancora l’ufficialità dell’Aslm, che però per tutta la notte è stata in contatto con il primo cittadino, Vito Di Leo, per affrontare le misure urgenti da assumere.


Al momento però, non ci sarebbero situazioni di grave rischio, per lo più asintomatici anche nella struttura del comune ufitano. E lo stesso sindaco Di Leo ha voluto tranquillizzare sulla gestione del caso da parte della stessa società che si occupa della casa di riposo per anziani e del Comune, che sta vigilando su quali sono le iniziative da assumere. “La struttura di via Trento al momento è pienamente operativa – afferma il primo cittadino Vito Di Leo – gli anziani stanno bene così come i dipendenti che continuano ad assistere gli ospiti della casa di riposo”.


L’Asl di Avellino sta monitorando la situazione. Resta però da parte del sindaco l’amarezza, visto che la struttura ha avuto un comportamento irreprensibiler sotto il profilo dei controlli e della gestione degli accessi. Basti pensare che era una di quelle Rsa uscite indenni dalla prima ondata di pandemia nella primavera scorsa. Ora però, molto probvabiomente sempre a causa di soggetti asintomatici, anche quella di Sturno si trova a fare i conti con l’attacco di questa seconda ondata del virus in Irpinia. E le prossime ore serviranno anche a contenere ogni possibile rischio.


Un altro allarme però è scattato sempre nella giornata di ieri in un’al – tra struttura all’avanguardia per la sua specialità in Irpinia. Si tratta della Don Gnocchi. Secondo quanto riportato dal sito Nuova Irpinia sarebbero stati riscontrati almeno 11 positivi. Tamponi a tappeto. Il reparto di ortopedia del polo riabilitativo di Sant’Angelo dei Lombardi ha rivelato la presenza di 11 casi di positività fra pazienti e operatori. Alla luce dell’esito dell’indagine epidemiologica, sono stati sottoposti a tampone anche i pazienti della riabilitazione neurologica. Il costante monitoraggio sulla condizione dei pazienti in entrata che obbliga l’accettazione solo a seguito di tampone nasofaringeo con una validità di 72 ore, non è riuscito a tracciare la positività di alcuni pazienti.


Non si esclude un collegamento diretto con l’ortopedia del Frangipane di Ariano Irpino, chiuso per Covid, ma non è possibile risalire al contagio. I tamponi sono stati effettuati su tutto il reparto nella giornata di ieri, dopo che un paio di pazienti hanno manifestato febbre. Per un approfondimento diagnostico sono stati disposti tamponi, non solo ai pazienti con febbre ma a tutto il reparto inclusi medici e operatori. Si puntualizza pertanto, che lo screening viene effettuato regolarmente e con cadenza costante, per garantire la struttura, quindi i pazienti e il personale. In ospedale l’ipotesi più accreditata è quella che vorrebbe lo sviluppo dell’infezione non nelle immediate 48 ore, tale per cui gli esami diagnostici non avrebbero rilevato l’incubazione del virus. Si tratta dell’ennesima struttura ospedaliera che finisce ad essere oggetto di casi di contagio.


In Irpinia ieri sono stati 137 i casi positivi al Covidò.Ad Avella, uno dei paesi più colpiti dalla seconda ondata, il primo cittadino attende l’esito dei test che saranno effettuati al drive in di oggi, e sui controlli non esclude anhe l’ausilio dell’Esercito. «Pronti a far intervenire l’esercito». E quanto afferma il sindaco Domenico Biancardi a proposito del considerevole aumento di positivi. «Sabato ( oggi per chi legge) effettueremo un altro drive-in. In base all’esito decideremo. Essendo che ormai abbiamo al comune un solo poliziotto municipale considerato che qualcuno andrà in pensione se il numero dei contagiati dovesse aumentare a questo punto da zona pre-rossa diventerà zona rossa con l’esercito a presidiare le strade del paese.


Alcune disposizioni che sono contenute nella mia ordinanza le ho anticipate rispetto a quanto ha fatto il governo nazionale vome la chiusura delle palestre e dei centri sportivi. La situazione è molto difficile e credo che a livello nazionale se non dovessero esserci segnali di miglioramento di andrà verso un Lockdown a livello nazionale. Troppi i ritardi soprattutto da parte del governo centrale che appena la situazione si è aggravata avrebbe subito dovuto intervenire».

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