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AVELLINO- Contagi fuori controllo in tutta la provincia, dove il rapporto tra tamponi processati e casi riscontrati sfiora il dodici per cento. E arriva anche il decesso di un altro medico in Irpinia. Il virus ha ucciso il dottore Luigi Russo, sessantottenne medico di famiglia a San Sossio Baronia. All’alba di ieri il suo cuore ha smesso di battere dopo una lunga battaglia contro il virus, quella iniziata l’undici gennaio scorso, quando era stato ricoverato al Frangipane e successivamente trasferito nel Reparto di Terapia Intensiva. Nonostante fosse stato estubato, le complicazioni non hanno dato scampo al medico, deceduto in un Reparto di Area Covid dell’ospedale arianese.

Un medico che non si era mai risparmiato nell’assistenza ai pazienti, soprattutto in questi difficili mesi di pandemia. Appassionato della vita. Aveva un brevetto di volo e amava passare il suo tempo libero in barca. Profondo è il cordoglio espresso da parte dell’amministrazione comunale di San Sossio Baronia, a partire dal Sindaco, Giovanni Contardi: «Luigi Russo si è dedicato con tutto il cuore a questo paese, un medico preparato, un grande lavoratore, persona tenace ed attiva, subiamo una grave perdita».

C’è tanto dolore anche tra i suoi colleghi, come dimostrano le parole del presidente dell’Ordine dei Medici Francesco Sellitto, che ha parlato di Russo come di un «collega che aveva sempre trasmesso l’amore per la vita e la dedizione per i suoi pazienti ». E si è posto, anche alla luce dei numeri di guerra delle vittime del Covid tra i camici bianchi, 300 in tutta Italia, anche una domanda: «Quanti ne devono morire ancora, prima che le istituzioni riconoscano la nostra prima linea?»

Il medico di San Sossio è la quinta vittima tra i camici bianchi in Irpinia. L’ultimo era stato Leonardo Nargi, ginecologo 71enne della “Malzoni” e Sergio Pascale 69 anni, Primario della rianimazione della clinica avellinese; Mario Magliocca, 66 anni, medico del reparto di Rianimazione del Moscati; Giuseppe Aldo Spinazzola, cardiologo in pensione, spirato all’età di 85 anni.

E non va decisamente meglio sul fronte dei contagi. I numeri sono da allarme. In particolare nell’area del Vallo di Lauro e Baianese e nell’hinterland e nella stessa città capoluogo. Sono 126 casi su 1.062 tamponi processati comunicati ieri dall’Asl di Avellino, più di quaranta i comuni nella mappa dei contagi del virus: 1 ad Andretta; 2 ad Atripalda; 6 ad Avella; 11 ad Avellino; 2 a Baiano; 7 a Calitri; 1 a Candida; 3 a Contrada; 1 a Domicella; 3 a Forino; 4 a Grottaminarda; 2 a Lacedonia; 3 a Lauro; 3 a Marzano di Nola; 1 a Mirabella Eclano; 1 a Montecalvo Irpino; 8 a Montefalcione; 5 a Monteforte Irpino; 2 a Montemiletto; 8 a Montoro; 1 a Moschiano; 9 a Mugnano del Cardinale; 1 a Ospedaletto d’Alpinolo; 8 a Pago del Vallo di Lauro; 1 a Parolise; 1 a Pratola Serra; 1 a Quindici; 1 a San Martino Valle Caudina; 1 a Serino; 3 a Sirignano; 7 a Solofra; 8 a Sperone; 1 a Summonte; 1 a Taurano; 7 a Torre Le Nocelle; 1 a Villamaina. Più di settecento casi in una settimana e un incubo per la contagiosità delle varianti che si fa sempre più alto.

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