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“A che stiamo?”, ripete uno dei tanti. E la risposta tranchant: “Stiamo a zero”. Intanto si sono fatte quasi le 17 ma è il turno di chi aveva appuntamento alle 14. Si procede lentamente, troppo, con un ritardo di quasi tre ore. Siamo al centro vaccinale di Avellino allestito al Campo Coni e l’Asl non sa cosa fare. Nel parcheggio si è creato un assembramento come non se ne vedono da nessuna parte.

Non è colpa dei vaccinandi che aspettano spazientiti. Hanno ragione. Sembra ci sia un problema tecnico ai computer, la registrazione dei candidati all’immunizzazione è lenta e macchinosa, a volte si blocca tutto. Dalla mattina fino a sera siè andato avanti così senza che nessuno ne venisse a capo. A un certo punto si è sparsa la voce che c’era questa lunga fila ed è arrivata la Polizia. Non ha potuto fare altro che constare che c’è era un bell’assembramento, che l’organizzazione dell’Asl era in panne, che chi era venuto a farsi il vaccino, persone a rischio, stava rischiando ancora di più. Si è messo un po’ d’ordine. L’assembramento però non era evitabile. Fino alle 20 è andata avanti così, pochi hanno rinunciato, tutti hanno protestato prima di andare a casa vaccinati. “Che senso ha farci stare rinchiusi in casa per evitare il Covid e poi creare questo tipo di situazione?”.


“Inefficienti, sono degli incapaci”, dicono altri. E ancora: “Povera Italia”, i commenti. Molti sono anziani, non hanno dove sedersi. Nel parco c’è qualche panchina, si arrangiano sul muretto. Quando cala il sole pure il freddo si fa sentire. “Io sono venuto stamattina alle 11 e mi sono vaccinato alle 14”. Io ero stato chiamato per le 16 e un quarto, sono le 19”.

Qualcuno prova a chiedere spiegazioni: chi gestisce l’entrata non ne sa nulla e comunque ha sempre fretta. All’interno, medici e infermieri sono gentili e svelti. Chiedono al paziente il suo stato di salute, se ha particolari patologie. C’è chi ha portato con se la scatola dei medicinali. E poi parte l’AstraZeneca. Finalmente.La prima dose è andata, si torna casa immaginando già il calvario quando sarà il momento di fare il richiamo. Forse però già domani andrà meglio, l’Asl non può permettersi brutte figure e sopratutto creare un focolaio di contagi per un vaccino. A volte non è una questione di mancanza di dosso, è il sistema semplicemente che non è operativo proprio quando andare avanti spediti sarebbe la sola cosa da fare.

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