X
<
>

Share
2 minuti per la lettura

Mi chiedo, confidandovi una certa difficoltà: esiste il Pd in Irpinia o esso è solo una federazione di singole persone che remano contro il partito? Intanto ne scrivo nell’esclusivo interesse delle comunità che a questo partito – non partito hanno consegnato la maggiore responsabilità del governo locale. Desumo, da quanto accade, che la seconda ipotesi sia più vicina alla realtà. Riassumo, per i lettori, i momenti più significativi che hanno caratterizzato la vicenda politica del Partito democratico in Irpinia. All’indomani della venuta di Zingaretti ad Avellino, e con l’arrivo del commissario Cennamo, politico navigato, di grande esperienza e, soprattutto galantuomo, sembrava che il Pd avesse recepito recepisca l’esigenza di ricercare la strada maestra dell’unità. Le elezioni amministrative, con una campagna elettorale consumata all’insegna della più profonda lacerazione nel Pd e nel centrosinistra, sono ormai già alle spalle. Non si capirà mai, e ancora oggi persiste il dubbio, se il sindaco eletto sia in rappresentanza del Pd ( in corsa però senza il simbolo) o di una parte di esso in alleanza trasversale con altri soggetti. Certamente il riferimento del primo cittadino è l’ex sottosegretario Umberto Del Basso De Caro, sbarcato in Irpinia per gestire in gran parte la posizione di rendita lasciata dall’ex presidente del Senato, Nicola Mancino. I fedelissimi di De Caro sono Petitto, già presidente del Consiglio comunale e oggi in corsa per un seggio in Consiglio regionale. e personaggi minori, ma di lunga militanza, che sono confluiti nel campo dell’esponente sannita.


Questa parte del Pd (?) viaggia in netta opposizione con un’altra parte egemonizzata in Irpinia dal governatore della Campania, attraverso il ruolo svolto da alcuni consiglieri regionali. Questi ultimi sono oggi impegnati nel costruire liste civiche per sostenere la candidatura a ri-presidente dell’ex sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca. Anche in questo caso, come èp possibile osservare, l’Irpinia diventa terra di conquista. E la sua classe dirigente? Azzerata. Le postazioni che procurano maggiori consensi e danaro (Moscati, Air, ecc) sono gestite, con il consenso dei consiglieri regionali irpini, da sanniti e salernitani.
Continua a pagina 4

Share

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA

Share
Share
EDICOLA DIGITALE