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Umberto Del Basso de Caro, deputato del Pd, lunedì scorso al teatro Gesualdo, il Presidente della Provincia Domenico Biancardi, ha riunito i sindaci irpini, i consiglieri regionali e i parlamentari, si è notata la sua assenza.
Ero stato invitato ma non ho potuto partecipare. Condivido l’iniziativa di Biancardi. Solo che i tempi non sono quelli giusti.


In che senso?
La maggior parte delle opere sono già previste nel Pnnr soprattutto per quanto riguarda le infrastrutture, il trasporto su ferro. Il piano non stanzia soldi per i collegamenti viari. Anche le Zes sono rifinanziate, questo è molto importante perché l’ Irpinia ne ha tre: Pianodardine, Calaggio e Valle Ufita. Il grosso soldi sono comunque destinati all’agenda digitale e alla transizione ecologica.

Su cosa deve puntare l’Irpinia?
Credo che bisogna puntare sulle infrastrutture, materiali e immateriali. Flumeri grazie all’Alta capacità e alla piattaforma logistica avrà un ruolo centrale. L’Irpinia è un territorio che ha una vocazione alla logistica per la sua posizione geografica. La zona del Calaggio è esattamente al centro tra i due mari, Tirreno e Adriatico, nel mezzo della dorsale appenninica, un territorio cerniera. Ed è ad un passo dall’autostrada Napoli-Bari. Questo apre numerose opportunità di sviluppo. Se una zona è dotata di infrastrutture è molto attrattiva per gli investimenti, se c’è la Zes ancora di più. Necessario pure è investire sulla ricerca e l’innovazione per dare impulso all’economia.

Bisogna fare presto, la spesa dovrà essere rendicontata entro il 2026.
Sì, dobbiamo realizzare le opere e rendicontarle entro e non oltre il 31 dicembre del 2026. Sembra tanto tempo ma non lo è, per la lungaggine burocratica delle opere pubbliche in Italia. Dobbiamo puntare su progetti cantierabili. Il REcovery è una occasione da non perdere. Il tempo che viviamo sarà ricordato come uno dei più duri e difficili della storia contemporanea. Esso ha imposto sacrifici personali, sociali ed economici inimmaginabili per le generazioni che non hanno attraversato gli orrori delle guerra.

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