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Le canzoni e le ballate della miniera per ricordare chi da Altavilla e Tufo fu costretto ad emigrare. L’artista irpino Pino Pino nel prossimo settembre sarà in Svizzera ed in Belgio per un tour musicale e per presentare il suo nuovo lavoro discografico. Si tratta di una raccolta di dodici brani che raccontano il dramma dei minatori che all’indomani della crisi irpina furono costretti ad emigrare, qualcuno anche oltre oceano.

Le comunità di Altavilla, Tufo, Grottolella, Torrioni e Chianche si trasferirono in massa pur rimanendo legati alla propria terra. Quella del musicista/intrattenitore pino Pino è stata soprattutto una ricerca antropologica per ritrovare le canzoni tipiche di quelli che erano minatori e contadini contemporaneamente. “E’ stato il duro lavoro della terra sia in superfice che in profondità – spiega Pino Pino – che ha segnato i cuori e l’orgoglio di questa gente, riviverlo nella musica e nelle ballate tipiche significa ricordare un passato industriale cancellato da speculazioni e dall’abbandono istituzionale”. Dall’inno a Santa Barbara, protettrice dei minatori a Ciao Emigrante, quello di Pino Pino è un repertorio revival, ma non solo. Nello spettacolo che porterà in giro per l’Europa anche le ballate dell’Aia e la danza popolare.

Al disco ha collaborato anche il paroliere irpino Italo Cafasso che la miniera l’ha vissuta nascendo a pochi passi dall’impianto di Altavilla Irpina al “Ponte dei Santi”. “Ho avuto sempre il sogno di raccontare in versi gli anni d’oro dell’impianto di F. Capone – racconta Italo Cafasso – ora con questo nuovo disco vogliamo mantenere vivo il ricordo non solo degli anni belli della miniera, ma vogliamo provare anche ad interrogarci sul perché sia finita così, costringendo molti nostri fratelli ad emigrare. Ringrazio Pino Pino per aver dato voce a questo progetto musicale nel quale sono inserite diverse tammurriate sperando di divertire e di raccogliere gli spunti sociali che la musica può dare”.

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