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L’emergenza sanitaria nei comuni della Terra dei fuochi torna all’attenzione dell’Unione europea.

Una nuova interrogazione firmata dal portavoce eurodeputato del M5s Piernicola Pedicini è stata presentata alla Commissione europea dopo aver esaminato un allarmante studio sulla salute di un gruppo di cittadini residenti nei comuni della Terra dei fuochi.

Lo studio è stato condotto da un medico ricercatore in collaborazione con la facoltà di Farmacia dell’Università di Napoli ed è stato presentato nel corso del Congresso della Società italiana di otorinolaringologia e chirurgia cervico-facciale (Sio) che si è svolto a Napoli lo scorso maggio. Nell’interrogazione è stato chiesto all’organismo esecutivo di Bruxelles di spiegare quali sono le azioni che l’Italia e la Regione Campania stanno adottando per garantire un alto livello di protezione dell’ambiente e della salute umana così com’è sancito dall’articolo 191 del Tfue (Trattato sul funzionamento dell’Unione europea).

Inoltre Pedicini ha chiesto di sapere qual è l’ammontare delle sanzioni Ue che l’Italia è stata condannata a pagare per le inadempienze nazionali e regionali legate all’emergenza sviluppatasi nei territori ricadenti nella Terra dei fuochi.

Lo studio, che ha spinto il portavoce del M5s a porre all’Ue questi nuovi quesiti, ha indagato il livello e la tipologia di contaminanti presenti nel sangue e nei capelli di un gruppo di persone residente nella Terra del fuochi che presenta patologie oncologiche, tiroiditi o malattie neurodegenerative e malformazioni alla nascita. Nel sangue sono stati dosati 14 metalli pesanti e 12 policlorobifenili più cancerogeni (Pcb) e i risultati hanno mostrato che tutte le persone, che presentavano tumori del distretto testa­-collo, specialmente nelle prime vie aeree, erano positive per un certo numero di metalli pesanti e policlorobifenili, con una frequenza superiore al caso e una quantità di sostanze notevole.

Anche questo studio – ha commentato Pedicini – dimostra, così come ha denunciato in questi giorni Luigi Di Maio che conosce bene la Terra dei fuochi, che i roghi continuano e l’emergenza ambientale e sanitaria di quei territori è sempre più grave e non viene affrontata con atti concreti, dal governo e dalla Regione Campania, così come sarebbe urgente e necessario fare.

Non è accettabile – ha aggiunto Pedicini – vedere che la gran parte dei media nazionali e locali ignorino tutto questo e restino fermi alle promesse che fecero Renzi e il governatore De Luca in diretta tv dal sito di stoccaggio di Taverna del Re a Giugliano, quando annunciarono in pompa magna che avrebbero rimosso le ecoballe in poco tempo.

Anche quell’annuncio – ha concluso il portavoce eurodeputato – fu solo uno spot propagandistico per comunicare all’opinione pubblica che si stava affrontando l’emergenza.

La triste verità, emersa grazie al consigliere regionale del M5s campano Vincenzo Viglione, è che le ecoballe sono ancora praticamente ferme nei siti di stoccaggio e contestualmente l’Anac (agenzia anticorruzione), non fidandosi delle procedure di De Luca, ha avviato verifiche sulle gare d’appalto e un monitoraggio sullo stato di attuazione degli interventi di rimozione, recupero o smaltimento.

 

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