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Il procuratore di Napoli Nicola Gratteri, a Castel Capuano, a Napoli, per l’inaugurazione dell’anno giudiziario
«Perché quest’anno ci sono? L’anno scorso doveva essere mandato un messaggio, per me era importante non esserci. Quest’anno ci sono e parlo». Lo ha detto il procuratore di Napoli Nicola Gratteri, a Castel Capuano, a Napoli, oggi, sabato 31 gennaio 2026, per l’inaugurazione dell’anno giudiziario.
GRATTERI ALL’INAUGURAZIONE DELL’ANNO GIUDIZIARIO
L’anno scorso la cerimonia si svolse a Castel Capuano in presenza del Guardasigilli, Carlo Nordio, ma Gratteri non partecipò. «Quest’anno – ha aggiunto Gratteri – ci sono e parlo, come lo sto facendo in tutte le trasmissioni televisive dove vengo invitato per spiegare per quale motivo bisogna votare no, per spiegare che tutte queste riforme sulla giustizia che stanno facendo non servono assolutamente a velocizzare i processi e a dare risposte alle persone che hanno bisogno di giustizia»
CONTRO LA RIFORMA NORDIO
Notoriamente schierato contro la riforma Nordio, Gratteri ha salutato con un sorriso e una stretta di mano il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano che rappresenta il governo alla cerimonia di apertura dell’anno giudiziario.
«Napoli è una città effervescente da tutti i punti di vista, nel bene e nel male. Per quanto riguarda la violenza è una delle poche città, se non l’unica città, dove si spara però è anche vero che è una città dove c’è un’altissima percentuale di reati scoperti, di fascicoli che non rimangono a ignoti, soprattutto perché abbiamo incentivato il numero delle telecamere». Ha inoltre affermato Gratteri. «Questo grazie a tutti, ai vertici delle forze dell’ordine, al capo della Polizia, grazie al sindaco della Città metropolitana Manfredi che hanno messo soldi. Adesso ne metterà altri il ministro degli Interni. Più telecamere avremo, più avremo una città sicura. Quindi c’è violenza ma c’è un’alta soluzione di casi».
GRATTERI ALL’ANNO GIUDIZIARIO: «BLASFEMO MI SEMBRE UN TERMINE INAPPROPRIATO»
«A me pare un termine inappropriato. Il ministro Nordio è una persona colta, conosce molto bene la lingua italiana, ma questa volta ha usato un termine inappropriato». Il procuratore di Napoli Nicola Gratteri commenta così le parole del ministro della giustizia che ha definito «blasfemia pensare che la riforma possa andare contro l’indipendenza della magistratura».
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