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Maxi operazione all’alba di oggi, martedì 24 febbraio, i Carabinieri colpiscono il clan Vanella Grassi e la ‘ndrina Nirta-Strangio. Accuse di associazione mafiosa, droga e armi sull’asse Calabria-Campania


NAPOLI – Un’alleanza criminale che scavalca i confini regionali per unire il “know-how” militare della Camorra di Secondigliano con la potenza logistica della ‘Ndrangheta della Locride. Dalle prime luci dell’alba di oggi, martedì 24 febbraio 2026, è in corso una vasta operazione dei Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli che sta smantellando un pericoloso sodalizio tra il clan Vanella Grassi e la ‘ndrina Nirta-Strangio di San Luca.

IL LEGAME TRA CAMORRA E ‘NDRANGHETA, COLPO AI CLAN VANELLA GRASSI E NIRTA – STRANGIO

I militari dell’Arma stanno dando esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) partenopea. Le persone coinvolte sono ritenute gravemente indiziate, a vario titolo, di: associazione per delinquere di tipo mafioso. Associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Detenzione e possesso di armi da fuoco. Rapina.

Tutti i reati sono contestati con l’aggravante delle finalità e del metodo mafioso, a conferma della pericolosità sociale del gruppo colpito.

IL LEGAME CON LA CALABRIA, IL RUOLO DEI NIRTA-STRANGIO

Il dato investigativo più rilevante per gli inquirenti riguarda la saldatura tra i “Girati” di Secondigliano (i Vanella Grassi) e i Nirta-Strangio, storica cosca di San Luca (Reggio Calabria) già tristemente nota alle cronache internazionali per la strage di Duisburg.

Secondo le prime indiscrezioni, l’asse Calabria-Campania serviva a garantire un flusso costante di stupefacenti e un supporto logistico per la gestione di armi da fuoco. La presenza di esponenti della ‘ndrangheta reggina tra i destinatari della misura cautelare conferma come le consorterie calabresi continuino a esercitare un ruolo di “grossisti” del crimine, capaci di interloquire alla pari con i clan più agguerriti dell’area napoletana.

CAMORRA E ‘NDRANGHETA, I DETTAGLI DELL’OPERAZIONE

L’inchiesta, coordinata dalla DDA di Napoli, ha ricostruito mesi di attività illecite, evidenziando la disponibilità di arsenali e una rete di distribuzione della droga capillare. Le perquisizioni, ancora in corso tra i quartieri a nord di Napoli e diversi comuni della provincia di Reggio Calabria, hanno già portato al sequestro di materiale ritenuto d’interesse investigativo.

COLPO AL CLAN VANELLA GRASSI

L’operazione odierna rappresenta un duro colpo alla struttura militare del clan Vanella Grassi, che negli ultimi anni ha cercato di riorganizzarsi dopo numerosi arresti, puntando proprio sulla solidità delle alleanze esterne, in particolare con la criminalità organizzata calabrese.

QUANDO I NIRTA STRAGIO VOLEVANO RAPIRE LA MOGLIE DI UN ESPONENTE DEI VANELLA GRASSI

Figura anche una rapina di un carico di droga, risalente al marzo del 2023, destinato agli Amato Pagano e messa a segno ai danni della ‘ndrangheta da parte del clan della Vanella Grassi, dalle indagini dei carabinieri e della Dda di Napoli che hanno portato all’arresto di nove persone tra affiliati alla camorra e alla cosca calabrese Nirta Strangio.
A commissionare il colpo è stato Simone Bartiromo, arrestato nel luglio 2025, che ora è nel carcere di Tolmezzo, in provincia di Udine, sul quale la ndrangheta aveva messo una taglia di 120mila euro. Da quanto emerso dalle indagini dei carabinieri di Napoli la ndrangheta intendeva anche rapire la moglie per punirlo dello sgarro commesso.

CAMORRA E ‘NDRANGHETA, GRATTERI: «SIAMO PREOCCUPATI»


«Siamo preoccupati – ha detto nel corso di una conferenza stampa il procuratore di Napoli Nicola Gratteri – perché conosciamo il modo di pensare e della ndrangheta e per questo abbiamo chiesto all’ideatore del colpo se vuole essere tutelato».

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