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Maxi sequestro della Direzione Investigativa Antimafia a Caivano: beni per 20 milioni di euro a una famiglia di imprenditori ritenuta vicina al clan “Angelino-Gallo”. Disposte misure su società, immobili e conti correnti


Il Tribunale di Napoli – Sezione Misure di Prevenzione – ha disposto un maxi sequestro di beni per un valore complessivo di circa 20 milioni di euro, nei confronti di una famiglia di imprenditori ritenuta vicina al clan camorristico “Angelino-Gallo”, attivo da anni nel territorio di Caivano.
L’operazione è in corso di esecuzione, oggi, mercoledì 25 marzo, da parte della Direzione Investigativa Antimafia (DIA), su disposizione dei magistrati partenopei.

Secondo quanto emerso, il provvedimento trae origine da una proposta di misura di prevenzione patrimoniale e personale formulata congiuntamente dal Procuratore della Repubblica e dal Direttore della DIA. Gli inquirenti parlano di un soggetto “di alto profilo criminale”, che avrebbe esercitato un vero e proprio “controllo” sulle attività di estorsione dei clan egemoni a Caivano negli ultimi anni.

Le indagini patrimoniali condotte dagli investigatori hanno svelato un accumulo anomalo di ricchezze e la crescita sospetta di una rete di società attive nel commercio all’ingrosso e al dettaglio di articoli per la casa, tutte riconducibili – secondo le prime analisi – a un marchio familiare molto noto nel comune dell’hinterland napoletano.

Gli accertamenti hanno riguardato anche un’impresa operante nel settore della ristorazione, considerata dagli investigatori riconducibile al proposto. Le verifiche hanno permesso di ricostruire disponibilità patrimoniali e finanziarie sproporzionate rispetto ai redditi dichiarati, coinvolgendo anche i titolari formali delle attività commerciali, finora estranei a procedimenti giudiziari.

Il sequestro ha interessato quattro società, due beni immobili e trentanove rapporti finanziari, per un valore stimato intorno ai 20 milioni di euro, calcolato anche sul volume d’affari delle aziende coinvolte nell’operazione.


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