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NAPOLI – Tutti con il volto coperto dalle mascherine, alcuni anche con una maschera di cartone che riproduce il volto di De Luca. E’ composita la galassia dei manifestanti che stanno dando vita a una vera e propria guerriglia urbana nei pressi del palazzo della Regione: l’iniziativa è nata sui social nelle chat studentesche, si è ingrossata in poche ore con adesioni di ogni tipo e, a differenza delle proteste attuate dai commercianti napoletani e salernitani, ha assunto caratteri violenti.

Quella che doveva essere la prima notte di coprifuoco si è trasformata così in un lungo scontro tra manifestanti e forze dell’ordine, i primi in numero preponderante. Una vettura della Polizia municipale di Napoli è stata danneggiata dai partecipanti al corteo. Si segnalano cassonetti rovesciati per protesta anche in periferia, nel quartiere di Chiaiano.


I manifestanti creano una barriera di cassonetti della raccolta differenziata lungo via Santa Lucia, poi appiccano il fuoco. Dopo poco arriva un automezzo dei pompieri, e i contestatori lo bloccano impedendogli di spegnere le fiamme che rischiano di estendersi alle auto parcheggiate lungo la strada. Succede anche questo nella notte della guerriglia contro il lockdown, che ha visto i manifestanti – in numero estremamente superiore a quello delle forze dell’ordine in assetto antisommossa – compiere atti vandalici anche contro diverse vetture ferme.


«Abbiamo assistito a veri e propri comportamenti criminali verso le forze dell’ordine. Nessuna condizione di disagio, per quanto umanamente comprensibile, può in alcun modo giustificare la violenza». Così il questore di Napoli Alessandro Giuliano sulla guerriglia urbana in città.

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