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Papa Leone XIV visita Acerra e la Terra dei Fuochi: denuncia l’inquinamento, incontra le famiglie delle vittime e rilancia l’appello alla responsabilità e alla giustizia ambientale


NAPOLI – Papa Leone XIV arriva nella Terra dei Fuochi e lancia un appello forte alla responsabilità collettiva. Durante la sua visita pastorale ad Acerra, il pontefice denuncia senza mezzi termini le ferite ambientali e sociali che segnano il territorio, richiamando istituzioni e cittadini a un impegno concreto per la giustizia.

Il discorso in Cattedrale: «Un grido che chiede conversione»

Apre la giornata il discorso nella Cattedrale di Acerra, primo momento centrale della visita. Qui Papa Leone XIV richiama il messaggio dell’enciclica Laudato sì e sottolinea come il dramma ambientale nella Terra dei Fuochi rappresenti uno dei casi più emblematici di degrado causato da interessi criminali.

«Papa Francesco avrebbe desiderato venire qui», afferma il pontefice, spiegando di voler oggi raccogliere quella eredità. «Il grido della creazione e dei poveri è stato avvertito qui in modo drammatico, a causa di interessi oscuri e dell’indifferenza verso il bene comune. È un grido che chiede conversione». Quindi denuncia apertamente le responsabilità: l’inquinamento ambientale, spiega, ha ucciso persone innocenti ed è stato alimentato da “organizzazioni senza scrupoli” rimaste troppo a lungo impunite.

«Sono qui per raccogliere le lacrime»

Il Papa sceglie parole cariche di empatia e denuncia. Da un lato raccoglie il dolore delle famiglie, dall’altro valorizza l’impegno della comunità ecclesiale e civile.

«Sono venuto anzitutto a raccogliere le lacrime di chi ha perso persone care», dichiara. Tuttavia, aggiunge, la visita è anche un momento di riconoscimento per chi ha reagito: «Ringrazio chi ha risposto al male con il bene, una Chiesa che ha saputo osare nella denuncia e nella profezia».

Il pontefice contrappone quindi due possibili atteggiamenti davanti alla devastazione: indifferenza o responsabilità. E sottolinea come la popolazione locale abbia scelto la seconda strada, avviando un percorso di giustizia e rinascita.

Da “Campania felix” a terra ferita

Nel suo intervento, Papa Leone XIV richiama il passato glorioso della regione, un tempo definita “Campania felix” per la sua fertilità e bellezza.

«Oggi vediamo la morte della terra e degli uomini», afferma, evocando immagini bibliche di desolazione. La devastazione ambientale, infatti, ha compromesso ecosistemi, memorie e identità culturali, trasformando un territorio ricco in un simbolo di emergenza ambientale.

La giornata del Papa ad Acerra

La visita pastorale entra nel vivo fin dal mattino di oggi, sabato 23 maggio 2026. Papa Leone XIV atterra alle 8:41 allo stadio Ercoleo di Acerra, dove viene accolto dalle autorità civili e religiose, tra cui il vescovo Antonio Di Donna, il sottosegretario Alfredo Mantovano, il presidente della Regione Campania Roberto Fico e il sindaco Gaetano Manfredi.

Contemporaneamente, in piazza Calipari, centinaia di fedeli seguono l’arrivo sui maxischermi e accolgono il pontefice con un lungo applauso e cori.

Allo stadio, il Papa si intrattiene con i giovani del centro diurno “Mariapia Messina” della Caritas, concedendosi a foto, selfie e firmando una bandierina, in un momento di forte vicinanza con i più giovani.

L’incontro con le famiglie delle vittime

All’arrivo in Cattedrale, le campane suonano a festa mentre la banda cittadina accompagna l’ingresso del pontefice. Qui Papa Leone XIV incontra i vescovi della Campania, il clero e soprattutto le famiglie che hanno perso figli e parenti a causa dell’inquinamento.

Un momento carico di emozione che rappresenta il cuore umano della visita.

Il programma e il rientro

Successivamente, il pontefice si sposta in Papamobile verso piazza Calipari per il momento pubblico centrale della giornata con i fedeli.

Il rientro in Vaticano alle  12, con decollo dallo stadio di Acerra, a conclusione di una visita che segna un passaggio simbolico e concreto nella lotta per la giustizia ambientale in Campania.

 

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