La vittima Martina Carbonaro e il luogo dell'omicidio
2 minuti per la letturaAlessio Tucci rinviato a giudizio per l’omicidio di Martina Carbonaro, uccisa a sassate. Il diciannovenne rischia l’ergastolo nel processo a maggio.
NAPOLI– Si apre ufficialmente il percorso processuale per uno dei delitti più atroci che hanno scosso la Campania nell’ultimo anno. Il Gup del Tribunale di Napoli Nord, Pia Sordetti, ha disposto oggi pomeriggio, 2 aprile 2026, il rinvio a giudizio per Alessio Tucci, il 19enne di Afragola accusato dell’omicidio della quattordicenne Martina Carbonaro. Il processo inizierà il prossimo 19 maggio dinanzi alla seconda sezione della Corte di Assise di Napoli. Il giovane imputato, attualmente detenuto, dovrà rispondere del reato di omicidio volontario pluriaggravato e occultamento di cadavere.
La tragedia risale al 26 maggio 2025. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Martina fu uccisa ad Afragola con estrema crudeltà: colpita a morte con un sasso. A scatenare la furia omicida del Tucci sarebbe stato un rifiuto opposto dalla ragazzina all’ex fidanzato. Un “no” che il diciannovenne non ha accettato, trasformando un incontro in un’esecuzione brutale.
OMICIDIO CARBONARO, TENSIONE IN AULA: «ASSASSINO» AL’EX FIDANZATO ALESSIO TUCCI
Momenti di tensione si sono registrati oggi durante l’udienza. Al momento dell’ingresso di Tucci in aula, il dolore dei familiari di Martina è esploso in urla e insulti. I parenti della vittima si sono scagliati verbalmente contro l’imputato gridandogli ripetutamente «assassino», rendendo necessario l’intervento per riportare la calma in aula.
Il fronte di chi chiede giustizia per Martina è ampio e compatto. Si sono costituiti parte civile i genitori di Martina, assistiti dall’avvocato Sergio Pisani. Il Comune di Afragola, le associazioni Cam Telefono Azzurro, Per Marta e per Tutte e la Fondazione Polis. Il rinvio a giudizio segna un punto di svolta fondamentale. Alessio Tucci, a causa delle aggravanti contestate, rischia la pena massima dell’ergastolo. La Corte d’Assise sarà chiamata a valutare non solo la materialità del fatto, già ampiamente documentata dalle indagini, ma anche la ferocia e la premeditazione di un atto che ha strappato una quattordicenne all’affetto dei suoi cari per un banale rifiuto.
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