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E’ definitiva la condanna a 20 anni di carcere per Salvatore Parolisi, l’ex caporal maggiore dell’Esercito di Frattamaggiore in provincia di Napoli, ritenuto responsabile dell’omicidio della moglie, Melania Rea, avvenuto nell’aprile del 2011. La Quinta sezione Penale della Cassazione ha infatti rigettato il ricorso presentato dalla difesa di Parolisi contro la sentenza emessa, in sede di rinvio, dalla Corte d’Assise d’Appello di Perugia, il 27 maggio dello scorso anno. I giudici perugini avevano dovuto rideterminare la pena (nel primo processo d’appello, a L’Aquila, l’imputato era stato condannato a 30 anni) dopo che la Suprema Corte, nel febbraio 2015, aveva escluso l’aggravante della crudelta’. 

I legali di Parolisi non si arrendono e hanno annunciato ricordo alla Corte Europea.

Il cadavere di Melania Rea fu scoperto il 20 aprile 2011 nella pineta di Ripe di Civitella, a Teramo, dopo che, a detta del marito, il 18 aprile era sparita mentre con la figlioletta si trovavano in un parco pubblico di Ascoli Piceno (zona Colle San Marco). Il 19 luglio 2011 fu arrestato. Il 26 ottobre 2012 fu condannato in primo grado all’ergastolo per l’omicidio della moglie, pena ridotta in appello a 30 anni di reclusione Il 10 febbraio 2015 la Corte di Cassazione ha stabilito che la pena è da rideterminare, perché non c’è l’aggravente della crudeltà. Di qui la condanna odierna a 20 anni di carcere.

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