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NAPOLI – Circa trecento esercenti napoletani, in particolare titolari di bar, ristoranti, centri estetici, palestre, hanno manifestato nel pomeriggio di ieri sul lungomare di Napoli contro le politiche del governo per l’emergenza covid.

La manifestazione ha raccolto una folla di operatori e dopo circa mezz’ora sono intervenuti i carabinieri che hanno imposto il distanziamento sociale e fatto sciogliere il sit-in. Una delegazione dei manifestanti si è diretta poi in Prefettura per portare all’attenzione dell’ufficio di governo le ragioni della protesta. «Ci siamo riuniti per rivendicare il diritto alla libertà, alla salute, ma anche i diritti di un’economia del tutto ferma».

Così Guido Guida, imprenditore nel settore dei bar e della ristorazione a Napoli, spiega la manifestazione di protesta che si è svolta oggi alla Rotonda Diaz. In piazza operatori economici che hanno protestato mostrando maschere del presidente del Consiglio Giuseppe Conte truccato come un pagliaccio e un cappio per simboleggiare che alle loro attività manca ormai il fiato. «Siamo in uno stato di diritto – ha aggiunto Guida – e non si può fermare tutto per un virus, noi non apriamo a queste condizioni e dobbiamo essere garantiti dallo Stato. Io sono preoccupato per i nostri dipendenti, chiedo il prolungamento della cassa integrazione e anche l’introduzione del voucher».

La manifestazione avrebbe dovuto proseguire con una passeggiata di protesta che è stata però annullata. Alcuni rappresentanti guidati dall’avvocato Angelo Pisani sono però andati alla Prefettura di Napoli: «Commercianti e professionisti sono stanchi, stiamo agendo anche per chiedere i danni subiti. Non c’è stata prevenzione della catastrofe economica e dopo l’estate in tanti avranno perso il posto di lavoro».

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