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La situazione dei contagi in Campania diventa sempre più preoccupante. Si registra un forte balzo in avanti del numero dei positivi. Nelle ultime 24 ore sono stati 1.760 rispetto ai 1.312 di martedì. I tamponi effettuati sono stati 13.878 contro i precedenti 10.205. I morti sono 11, deceduti tra il 17 ed il 20 ottobre ma registrati nella giornata di martedì. Sul totale dei 1.760 positivi, 99 sono sintomatici e 1.661 asintomatici. Il totale dei positivi in Campania dall’inizio dell’emergenza è ora di 30.484 mentre i tamponi effettuati sono stati 802.965. Con gli 11 deceduti registrati si sale a un totale di 545. I guariti del giorno sono 106, per un totale di 8.838. Per quanto riguarda il report dei posti letto di terapia intensiva ne sono occupati 85 su 227 mentre per quanto riguarda quelli di degenza 996 su 1.100.


Sulla base di questo quadro così preoccupante la riapertura delle scuole primarie in Campania per lunedì 26 ottobre non è certa, anzi è a forte rischio. Nella lunga riunione di martedì pomeriggio nell’Unità di Crisi, infatti, sono state presentate delle curve di contagio che si stanno verticalizzando nell’aumento nella popolazione da 0 a 18 anni. Un aumento ingente dall’apertura delle scuole che fa presagire una ulteriore diffusione del virus nelle settimane a venire nella popolazione scolastica. Dalla Regione emerge una volontà politica di riaprire le scuole, almeno la primaria, ma anche la valutazione del rischio sanitario e della salute della popolazione come primo obiettivo.


Mentre da domani alle 23 scatta la chiusura dei locali pubblici e dalle 24 alle 5 del mattino lo stop alla mobilità, dalla mezzanotte entra in vigore l’ordinanza della Regione Campania che limita gli spostamenti interprovinciali. Consentiti solo quelli gli spostamenti connessi ad esigenze, la cui ricorrenza andrà autocertificata sotto personale responsabilità. Per gli spostamenti autorizzati con le motivazioni espresse i cittadini dovranno prendere un foglio e scrivere l’autocertificazione da soli, mettendo i propri dati anagrafici e la motivazione dello spostamento in quella data.


I motivi accettati sono “salute; comprovati motivi di lavoro; comprovati motivi di natura familiare; motivi scolastici e/o afferenti ad attività formative e/o socio-assistenziali; altri motivi di urgente necessità. E’ in ogni caso consentito il rientro presso la propria residenza o domicilio abituale”. Non si potrà, illustrano dalla Regione, andare quindi in altre province neanche se si ha una casa di proprietà: se un cittadino napoletano, ad esempio, ha una casa in Cilento non potrà raggiungerla per passare il week end. L’ordinanza però non ha alcun effetto per gli spostamenti da e verso altre Regioni. Se da Napoli si vuole andare a Roma si potrà farlo, anche se questo vuol dire attraversare la provincia di Caserta. Lo stesso vale per un romano che volesse andare ad Amalfi, attraversando la Provincia di Napoli.


L’ordinanza al momento è valida fino al 30 ottobre ma probabilmente verrà prolungata, in particolare perché la scadenza coincide con il lungo ponte festivo dal 30 ottobre al 2 novembre. Intanto il via libera alla zona rossa ad Arzano, in provincia di Napoli, non è ancora scattato. Si attende l’installazione dei varchi per impedire gli accessi e le uscite dalla città. Al momento, però, la circolazione è libera e non ci sono limitazioni a differenza di quanto previsto dall’ordinanza firmata ieri sera dal governatore della Campania, Vincenzo De Luca. L’ipotesi è che si stiano studiando le modalità operative per l’attuazione dello stop ai movimenti con la presenza di forze ordine ed Esercito.

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