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Sono 11.319 i nuovi casi positivi al Covid in Campania su 79.198 test esaminati e l’indi – ce di contagio che resta fisso al 14,19%. Resta alto il numero dei decessi che sono 32 nelle ultime ore cui si aggiungono 3 in precedenza. E’ stabile anche la situazione negli ospedali con 99 posti occupato nelle terapie intensive, mentre in degenza sono 1387 i letti occupati.

A Napoli sono 1.989 i nuovi infetti di Covid, mentre 2.799 sono i guariti, ma 5 i deceduti nel territorio Asl Napoli 1. Sui numeri in generale arriva una spiegazione della situazione anche dalle corsie, in particolare per i bambini all’ospedale pediatrico di Napoli Santobono che a inizio 2022 accoglieva 50 bimbi al giorno al pronto soccorso. «Nelle ultime settimane l’andamento dei bambini si è dimezzata. Ora siamo alla metà di bimbi in arrivo al giorno, la pressione è scesa», spiega Vincenzo Tipo, primario del Pronto Soccorso del Santobono.

L’ospedale si sta impegnando ora anche sulla lotta al postumo del covid, la sindrome Mis-C. «E’ una patologia post covid – spiega Tipo – che vediamo nello 0.5-0,6 dei bimbi malati, dopo un mese, un mese e mezzo dalla negativizzazione. Esordisce con febbre elevata legata all’attivazione del sistema immunitario con organi e apparati infiammati, dal cuore al pancreas, ai reni e al fegato e cute. Sono parti del corpo che possono infiammarsi e va curata bene, è una patologia severa che richiede una buona esperienza per cure aggressive. Noi abbiamo fatto incontri diversi con i pediatri di famiglia per presentare questa patologia, abbiamo un numero di telefono a loro per segnalare i casi, intercettarli e inviarli da noi».

Tra i motivi del calo dei ricoveri, con 17 letti occupati su 30 disponibili al Santobono per il Covid, c’è anche la campagna di vaccinazione che prosegue con iniziative finalizzate a stimolare i bimbi del Rione Sanità, ad esempio, dove avvengono finte vaccinazioni per rasserenare i bimbi alla scuola Andrea Angiulli diventato un nuovo hub. Per convincere alla puntura Rebecca, la prima bimba che ha avuto accesso all’hub, dottori e infermiere hanno infatti simulato l’iniezione alla sua bambola prima di farla a lei. “Piccoli espedienti – spiegano gli addetti ai lavori – sui quali ormai si specializza chi da giorni è impegnato nella campagna vaccinale diretta ai bambini».

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