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NAPOLI – Accordo più vicino. Pd, Articolo 1, Italia Viva, Sinistra Italia, Dem seduti al tavolo con il Movimento 5 Stelle: la coalizione è servita. A poco più di due mesi dal voto i partiti di centrosinistra guardano al risultato delle suppletive, a quel 22% preso dal candidato pentastellato Luigi Napolitano e spingono per una coalizione sulla falsariga di quella al governo. Sembra fatta. Il Ministro per la cultura Dario Franceschini e il Ministro per l’Ambiente Sergio Costa, dialogano nonostante il Governatore Vincenzo De Luca. Ci potrebbe essere anche il terzo nome. Si guarda con interesse a Gaetano Manfredi, rettore dell’Università Federico II di Napoli e Presidente della Conferenza dei Rettori Universitari italiani (CRUI) nominato ministro dell’Università e della Ricerca del Governo Conte bis, andando così a ricoprire “parte” del posto lasciato vacante dal dimissionario Fioramonti.
Luigi Di Maio si fa da parte e risponde con una battuta ai giornalisti che gli chiedono se alle regionali della Campania un accordo tra M5S e PD sia ancora possibile. “Non rispondo, perché ho il privilegio di non essere più il capo politico” dice il ministro alla ex Treofan di Battipaglia.
Costa resta in campo, e pure parla di dialogo: “In questo momento sono concentrato sulla diminuzione dei roghi tossici, e ieri ero concentrato sul vertice italo francese. Quello che devono fare gli altri lo facciano gli altri”. Sinistra Italiana ci sta: giusto individuare il perimetro dello stesso nelle forze che compongono la maggioranza di governo e quindi l’interlocutore naturale oltre al M5Stelle è chi come Dema ha contribuito all’elezione di Sandro Ruotolo lo scorso 23 febbraio. E’ questa l’opinione di Tonino Scala, segretario regionale per la Campania di Sinistra Italiana.
Tutto è in movimento, ma mancano i primi incontri ufficiali, come sottolinea il segretario dem di Napoli Marco Sarracino: “Ci troviamo – afferma – dinnanzi ad una destra pericolosa a trazione salviniana, i pentastellati non ci lascino da soli a combatterla. Le dichiarazioni di Italia Viva Campania e di Articolo 1 certificano che la strada intrapresa è quella giusta. Siamo pronti a riunire un tavolo programmatico con tutte le forze politiche che si riconoscono nell’alleanza che sostiene il Governo nazionale. Articolo 1 pure rilancia il tavolo del centrosinistra sottolineando che “guardando il risultato delle suppletive per il Senato a Napoli se consideriamo i risultati ottenuti dal M5S, va sottolineato come la convergenza con questa forza politica si riveli un elemento essenziale per rafforzare la coalizione e per vincere le sfide che la Campania e il Mezzogiorno hanno di fronte”.
Un punto di vista che era stato evidenziato anche da Gennaro Migliore, esponente napoletano di Italia Viva, che aveva sottolineato “si sta avviando un percorso, noi ci vogliamo stare e auspichiamo che subito si apra al dialogo con i 5 Stelle”.
CENTRODESTRA
Anche nel centrodestra c’è bisogno di fare chiarezza: “Caldoro è e resta per Forza Italia un nome irrinunciabile. Non siamo disposti a cedere su Stefano. Secondo tutti i sondaggi è il miglior candidato possibile. E’ il più forte di qualsiasi candidato civico…”. Antonio Tajani, numero due di Forza Italia, non molla la presa sulla candidatura dell’azzurro Stefano Caldoro in Campania e rilancia il guanto di sfida a Matteo Salvini che vuol ridiscutere il suo nome e quello di Raffaele Fitto in Puglia, perché rivendica una Regione del Sud per la Lega. Tajani sfida in particolare il Capitano sul fronte civico e insiste: “Gli accordi iniziali erano chiari. L’ultima parola spetterà ai leader del centrodestra, ma su Caldoro non siamo disposti a cedere. Forza Italia ha sempre indicato candidati vincenti”. Il candidato “civico” (si fa per dire) potrebbe essere l’ex rettore dell’università di Salerno, Aurelio Tomasetti che comunque in tasca ha la tessera della Lega oppure Gennaro Sangiuliano, direttore del TG2 dal 31 ottobre 2018
Ci sono tanti i contatti trasversali, puntualmente smentiti. “Ignoro se la riunione vi sia stata e chi ci abbia partecipato. L’ultima mia riunione politica con il bravissimo Franceschini – bravissimo già allora – risale al 1982. In politica la credibilità è moneta e io non mi gioco la mia saltando dell’opposizione al governo. Mi interessa l’evoluzione di Conte ma come politico non come premier”. Lo ha detto il deputato di Fi Gianfranco Rotondi, commentando la notizia di una riunione tra l’esponente e ministro del Pd con alcuni parlamentari dell’opposizione che potrebbero rinforzare la consistenza numerica della maggioranza.

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